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Allenamento
Lo stretching di Dan
Peterson
Visto che i tempi cambiano, forse sono indietro rispetto alle tecniche
moderne, visto anche che non alleno dal 1987... già quasi 16 anni fa. Ma
una cosa che io faccio fatica a capire è l'idea di fare stretching duanate
il riscaldamento sul campo nel periodo pre-partita. Insomma, durante i 30'
prima della palla a due. Vedo le squadre, tutte, fare stretching con il
preparatore atletico.
Per l'amore di cielo, niente contro i
preparatori. In 14 anni in Serie A, ho avuto i migliori: Giorgio Moro e
poi Orfeo Cesca con la Virtus Bologna; il mitico Claudio Trachelio con
l'Olimpia Milano. A loro davo grandi responsabilità: tutto il lavoro del
pre-campionato e tutto il lavoro che riguardava recupero dagli infortuni.
Solo il capolavoro di Trachelio con Dino Meneghin nel 1981 vale un Premio
Nobel.
Ma, per me, quei 30' prima della palla a
due iniziali sono per una preparazione... tecnica. Insomma: tiri da tre,
palleggio-arresto-tiro, terzo tempo, e via dicendo. Anche il semplice
esercizio "Dai e Vai" aiuto per passaggi, tagli, ricezioni, tempismo. In
poche parole, io vedo quei 30' come una preparazione che riscalda al
massimo il rapporto fra il giocatore e... la palla: palleggio, passaggio e
tiro.
Sono contrario allo stretching?
Assolutamente no. Penso di essere quello che ha portato lo stretching in
Italia (rubato negli anni '70 da Del Tanner, preparatore dei Los Angeles
Lakers, visto il lavoro nella Lega d'Estate a Los Angeles, visto lui farlo
alla squadra, letto la 'Bibbia' dato a me da lui, "Stretching," da Bob
Anderson. Quindi, di stretching, ne so molto, e l'ho saputo da almeno 25
anni.
Infatti, le mie squadre facevano stretching
prima delle partite: nello spogliatoio. Ognuno aveva qualcosa da mettere
per terra per farlo. Tutti sapevano: finire lo stretching alle 16:50. Alle
16:55 cominciavo il mio breve discorso pre-partita nello stesso
spogliatoio. Alle 16:59 si andava in campo. Alle 17:00 si iniziava il
riscaldamento. Trenta minuti dopo, alle 17:30 (allora) c'era la palla a
due.
Certo, durante quei trenta minuti, alcuni
giocatori potevano fermarsi per fare uno stretching in più, forse anche
con il massaggiatore. Per esempio: Dino Meneghin. Ma, globalmente, quel
periodo era per entrare in clima... tecnico. Già, il corpo deve essere
riscaldato prima del primo tiro, del primo salto, del primo allungo, del
primo scatto, di qualsiasi gesto tecnico durante quella mezz'ora.
Nell'NBA, le squadre, generalmente, vengono
in campo per il riscaldamento solo 17' prima della palla a due. Avete mai
visto, di persona, quel riscaldamento? Non lo chiamerei così. Una cosa
fatta male e al rallentatore. Poi, si domandano perchè uno tira male o
perchè non gioca bene. Si domandano perchè giocano bene solo nel quarto
quarto. Rispondo io: sono, finalmente, riscaldati nel quarto quarto.
Infatti, vedo molte squadre in Europa (e
sia chiaro, tutte fanno lo stretching sul campo durante quei trenta
minuti). Molte fanno una fatica boia all'inizio della gara. E se facessero
più riscaldamento con la palla? Più intensi nelle conclusioni? Più scatti
veri? Più palleggio-arresto-tiro a velocità-gara? Secondo me, avrebbero
più possibilità di cominciare la partita bene, con meno palle perse e più
canestri.
Nella presente pagina
viene riportata l'opinione di Dan Peterson
Dan Peterson e
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