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Scherma

Allenamento

L’impegno muscolare degli arti superiori

L’impegno muscolare dello schermidore a livello dell’arto superiore armato è costituito dalla necessità di dover agire sull’arma, cercando di colpire l’avversario o di difendersi da esso; ma anche l’emiparte controlaterale è coinvolta nella stessa misura nell’azione di bilanciamento ed equilibrio, come accade soprattutto nell’affondo. In pratica non ci sono muscoli degli arti superiori inattivi in un’azione di scherma e le loro capacità sono legate alla possibilità di essere ben riforniti dagli organi preposti, cioè dall’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

Nel gesto schermistico, che è estremamente tecnicizzato, la forza muscolare assoluta richiesta è relativamente modesta, mentre assume particolare rilievo la forza veloce e la rapidità d’esecuzione. Tale considerazione emerge da osservazioni effettuate sui tempi d’esecuzione delle azioni schermistiche.

Il tempo di movimento, dal momento della partenza dell’arto superiore armato al momento dell’impatto, costituisce una pressione temporale più o meno rilevante (in quanto dipende dalla distanza tra i due atleti) soprattutto per chi deve difendersi. Nel caso in cui i due avversari siano a misura stretta e l’attacco sia molto veloce, il tempo di movimento è generalmente compreso tra i 150 ed i 250 ms. Nel caso in cui gli avversari siano più distanti (misura d’affondo o camminando) o il movimento di attacco sia un po’ più lento, a causa di una carenza nella tecnica di esecuzione, il tempo di movimento può durare più di 300 ms. Se si considera che il tempo di reazione ad uno stimolo visivo (tempo di reazione semplice) è, nel migliore dei casi, di circa 180-200 ms. e che esso poi aumenta su base logaritmica all’aumentare del numero delle alternative, nel caso di un’azione con avversari ravvicinati, colui che è in difesa dispone di tempi assai brevi per innescare e realizzare la sua parata (sempre che non abbia previsto dalle fasi precedenti cosa sarebbe potuto accadere). I tempi  di innesco del movimento di parata sono di circa 200 ms. quanto al tempo necessario per realizzarla, esso è almeno di 150 ms. ciò porta ad un tempo totale di circa 300-350 ms. Quindi, se il tempo a disposizione di colui che si difende è di 250 ms., è senz’altro toccato. In quest’eventualità, la modalità reattiva non permette di far fronte alla situazione e l’atleta deve necessariamente utilizzare una modalità predittiva o diminuire la pressione temporale giocando sulla misura. D’altra parte, quando il tempo d’attacco supera i 300 ms. è possibile utilizzare con successo la modalità reattiva.

In base a quanto esposto l’azione dell’arto superiore armato dello schermidore deve essere veloce, rapida, precisa, coordinata con l’arto superiore non armato e con i movimenti degli arti inferiori e tecnicamente ben eseguita. Un’azione che risponde a tali caratteristiche permette a chi attacca di avere buone possibilità di portare a segno la stoccata, viceversa a chi si difende di riuscire ad opporsi adeguatamente all’attacco. Inoltre, prima che inizi l’azione, l’atleta non deve avere i muscoli contratti: un’anticipata tensione muscolare non può garantire un’azione improvvisa, veloce e precisa. Se i muscoli sono tesi diminuiscono la velocità ed il controllo necessari per i movimenti. Nell’ipotesi di un attacco i movimenti dello schermidore devono essere distribuiti con precisione nel tempo e ciò si realizza solo con la completa scioltezza muscolare nell’esecuzione del gesto. È bene precisare, inoltre, che nell’azione dell’arto superiore armato la penetrazione della punta dell’arma deve sempre precedere il movimento degli arti inferiori. Nel caso in cui le gambe precedessero la penetrazione dell’arma, il rischio sarebbe quello di trovarsi troppo sotto-misura rispetto all’avversario, quindi in condizioni tattiche svantaggiose per organizzare un’eventuale azione di difesa nei confronti del sicuro contrattacco.

Finora abbiamo osservato le capacità degli arti superiori dello schermidore in un gesto tecnico isolato, ma va tenuto presente che l’atleta attua una serie di azioni che si ripetono, con le opportune variabili, nel corso del combattimento e della gara ed è necessario per lui riuscire ad esprimere in qualsiasi momento quella forza veloce che permette di portare a buon fine un’azione. Si prospetta, quindi, un impegno della forza veloce che deve essere di lunga durata anche se con le dovute pause, poiché l’atleta deve resistere fino alla fine della competizione. Questo tipo di resistenza è importante affinché lo schermidore continui ad eseguire correttamente e velocemente i gesti tecnici, pur avendo già fornito una grande quantità di lavoro muscolare.

In conclusione la muscolatura degli arti superiori dello schermidore lavora eseguendo gesti molto rapidi che si oppongono ad una resistenza (arma ed avversario) e che si ripetono nel tempo. Nelle competizioni di scherma si distinguono due tipi di incontri: nei gironi eliminatori i combattimenti sono a 5 stoccate con un tempo massimo di 4 minuti e nell’eliminazione diretta un incontro è a 15 stoccate con tre frazioni di tre minuti ciascuna intervallate da 1 minuto di recupero. In questo contesto la forza veloce rappresenta la qualità fisica dominante negli incontri dei gironi eliminatori perchè sono più brevi e permettono un maggior recupero tra gli assalti, mentre nell’eliminazione diretta, dove l’incontro è più lungo, interviene anche la forza resistente.

Il gesto tecnico degli arti superiori è abbastanza breve, ma ripetuto nel tempo, quindi, da un punto di vista energetico l’energia deriva dal meccanismo anaerobico alattacido. L’azione schermistica, isolata dal contesto dell’incontro e della gara, è rapida ed istantanea, il meccanismo energetico preposto non può essere altro che quello anaerobico alattacido che è, come noto, la fonte capace di sopportare un lavoro intenso e massimale per un tempo, però, molto breve. Ho specificato che, affinché si presenti questo tipo di impegno metabolico, l’azione schermistica deve essere considerata fine a se stessa, in quanto se inserita nel contesto di un incontro e di una gara, le azioni si ripetono con un’enorme frequenza e pertanto il cumulo di lavoro muscolare finisce con il coinvolgere anche la capacità di resistenza. Ciò è stato confermato da alcuni studi in cui la scherma, tra alcuni sport di combattimento (pugilato, judo, karate, lotta e taekwuondo), si è rivelata una disciplina ad elevato impiego di fonti anaerobiche alattacide, ma con la presenza anche di valori di lattato, i quali sono risultati, per altro, i più bassi.

Per quanto riguarda la scelta dei muscoli degli arti superiori da rinforzare, va detto che essi vanno identificati in base ai movimenti che l’atleta compie nell’esecuzione dei vari gesti tecnici osservati nei capitoli precedenti. E’ anche possibile allenare ogni muscolo o gruppo muscolare isolatamente dagli altri, ma, all’avvicinarsi della stagione agonistica, è importante che venga dedicato sempre più tempo ad esercizi che si avvicinano il più possibile a quello specifico movimento.

 

 

 

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