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Componenti allenamento
Il carico e la durata
Lo stimolo allenante,
quindi, richiede una certa quantità di impegno da parte dell’atleta che
determina successivamente uno stato di affaticamento generale. Il livello di
impegno con cui viene eseguito un esercizio è determinato dal carico di lavoro
che deve essere sostenuto e che può essere esterno o interno.
Nel primo caso il carico si
può valutare in quanto è rappresentato da valori precisi come ad esempio il
numero di ripetizioni e serie, il numero di km percorsi, la quantità di kg
sollevati ecc…
Il
carico interno determina l’effetto che il carico esterno ha avuto
sull’organismo. È facile valutare il carico nelle discipline cicliche come ad
esempio la corsa in cui è facilmente misurabile, per esempio, la distanza
percorsa e la frequenza cardiaca. Negli sport aciclici la valutazione e la
quantificazione del carico è più complessa anche se certi valori fisiologici
possono essere mantenuti sotto controllo, la frequenza cardiaca, la pressione
del sangue, i valori di lattato.
La durata dell’esercizio è
in funzione dell’obiettivo dell’esercizio stesso, da pochi secondi fino a
un paio d’ore la durata può essere molto variabile. Con la durata
dell’esercizio si determina il tipo di sollecitazione dell’organismo: può
essere sollecitato il sistema di mobilitazione energetica oppure un
determinata capacità condizionale.
Nel caso di una seduta d’allenamento mirata al
miglioramento dei processi di risintesi dell’ATP, gli esercizi possono durare
molto a lungo sollecitando, quindi, il sistema aerobico e favorendo la
resistenza; nel caso in cui l’obiettivo fosse una maggiore sollecitazione delle
riserve energetiche contenute nel muscolo (creatin-fosfato), gli esercizi
possono durare dai 10 ai 15 secondi. Per stimolare le capacità di forza-veloce
gli esercizi possono durare dai 5 ai 15 secondi; mentre per sollecitare il
sistemi cardio-circolatorio e respiratorio il lavoro dovrà essere di lunga
durata. |