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Allenamento

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La fatica

 

Le fasi di sviluppo della fatica attraverso le quali l'esercizio si può svolgere sono le seguenti:

Ø      Fase ottimale (di apprendimento) l'attività viene svolta nei migliori stati psicofisici (previo riscaldamento) e risponde alle attuali condizione dell'atleta; la sua durata dipende dall'organizzazione del carico;

Ø      Fase compensativa é la fase in cui i peggioramenti arrecati dall'impegno vengono compensati da una maggiore attivazione dei processi mentali (motivazione); iniziano a manifestarsi disturbi nell'azione; l'efficacia dell'allenamento é sempre più compromessa;

Ø      Fase di scadimento prestativo il proseguire nell'allenamento conduce ad un progressivo scadimento con un notevole aumento degli errori; inficia il risultato dell'azione, ne altera il ritmo; può essere utile solo per valutare le capacità volitive dell'atleta (da sconsigliare nelle categorie giovanili);

 

Fase di esaurimento (stress funzionali) é una fase altamente disturbante e stressante e di nessun aiuto; può essere determinata da un eccessivo sovraccarico fisico dovuto o da errori di programmazione (scarsa attenzione al recupero) o da importanti interventi esterni

 

Indici della fatica fatica psico-fisica

La fatica psico-fisica, quindi, si evidenzia secondo indici ben precisi:

Ø      cognitivo-motorio cioè diminuzione delle capacità attentive;

Ø      inferiori capacità oculo-manuali, di velocità;

Ø      tempi di reazione non adeguati all'azione;

Ø      scadente rappresentazione e-o qualità dell'esercizio effettuato);

Ø      emotivo-motivazionale cioè alterazione stati emotivi;

Ø      tensione pulsiva accelerata e poco controllata;

Ø      problemi sociali, reazioni affettive non adeguate e problemi di comunicazione, egocentrismo, eccitabilità ed irritabilità).

 

L'allenatore/educatore, in conclusione, deve controllare (ne ha l'opportunità) gli effetti dell'allenamento (carichi) attraverso i vari indicatori psicologici della fatica. Interpretando sia i dati obiettivi che quelli soggettivi dell'atleta che a sua volta, deve favorire l'analisi delle sue condizioni-sensazioni. L'atleta deve intervenire adeguatamente nella percezione dei dettami tecnici, riconoscendo più interiormente i vari fattori migliorando la sua percezione-attenzione sulla qualità del gesto sportivo. L'affinamento di queste capacità evolve l'atleta qualificandone il rendimento e ciò può essere favorito nel rapporto con l'allenatore che funge da osservatore deduttivo e stimolatore induttivo. Nello specifico l'allenatore/educatore deve: analizzare il rendimento del proprio atleta; verificare gli effetti del carico; aumentare le motivazioni intrinseche ed estrinseche dell'attività sportiva comporta; sviluppare le abilità atletiche generali e speciali; organizzare strategie di carico e recupero per un più adeguato utilizzo del tempo di allenamento; favorire l'autoanalisi dell'atleta nei confronti dello stato esecutivo del gesto motorio; ottimizzare le risorse e sviluppare le potenzialità sono le abilità richieste ad un buon allenatore, che deve fungere da elemento cardine della crescita non solo dell'atleta ma anche dell'uomo.

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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