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Componenti allenamento
Lo stimolo allenante
Da un punto di vista
biologico l’organismo reagisce agli stimoli purché essi siano adeguati,
abbiano cioè determinate caratteristiche soprattutto per quanto riguarda
l’intensità e la durata. L’organismo quindi ha la capacità di rispondere
ad un qualsiasi stimolo e ciò viene realizzato mediante gli adattamenti
che tali stimoli inducono.
Pertanto, l’or ganismo può essere
condizionato e, quindi, modificato, solo se dall’esterno riceve uno
sollecitazione adeguata, che deve essere prodotta seguendo un programma e delle
regole precise: è lo stimolo allenante. In pratica lo stimolo si manifesta
nell’esecuzione, da parte del soggetto, di un determinato esercizio fisico.
Questo stimolo deve essere costante nel tempo e deve avere un’intensità, un
carico ed una densità adeguate al periodo d’allenamento che viene svolto. Solo
un stimolo giusto, nel momento preciso della programmazione produce gli
adattamenti necessari, determina un aumento nella capacità di prestazione e
sposta un po’ più in là i limiti personali. Quindi, in relazione agli
adattamenti conseguiti e nel momento in cui viene presa coscienza
dall’allenatore e dall’atleta che è aumentata la capacità prestativa, possono
essere aumentati anche gli stimoli allenanti. Gli stimoli possono essere
ambientali, naturali e artificiali e devono determinare delle risposte
dell’organismo che possono essere influenzate dall’età del soggetto, dalla sua
preparazione fisica, dalla sua condizione psicologica e dalle condizioni
ambientali. Quindi lo stimolo deve essere adeguato e specifico in modo che possa
garantire un’altrettanto adeguata e specifica risposta. Se, per esempio, un
maratoneta, in una fase della programmazione dedicata all’allenamento della
resistenza aerobica, esegue una seduta di lunghissimo mantenendo una frequenza
cardiaca al di sotto della soglia aerobica di 10-12 battiti/min, lo stimolo è
talmente basso da non allenare né la resistenza aerobica, tantomeno le altre
capacità condizionali. Quindi la specificità ovvero l’intensità dello
stimolo deve essere in rapporto al grado di specializzazione sportiva
raggiunta dal soggetto.
L’organismo tende a lavorare in economia,
in pratica si lascia un margine di lavoro potenziale che è raggiungibile
dall’allenamento solo se è orientato verso il massimo sforzo, alla ricerca
di questo limite, in modo tale da spostarlo oltre, creando le riserve
funzionali a più alti livelli e potenziando le sue strutture e le sue
funzioni. Gli stimoli devono essere scelti e somministrati gradualmente in
relazione agli obiettivi ed al soggetto, quindi devono essere modificati
in base agli adattamenti indotti.
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