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Allenamento

Test

 

Test di Conconi 

 

Test di Conconi (Caso 1)

Ha lo scopo di determinare a quale frequenza cardiaca "s'innesca" il metabolismo anaerobico-lattacido del soggetto esaminato.

Il sistema si basa sulla verifica della quantità di acido lattico. Questo primo test è estremamente preciso, ma oltre ad essere invasivo, di conseguenza mal tollerato, può essere effettuato solo in laboratorio e da persone esperte. Generalmente sono sottoposti a questo esame atleti evoluti che praticano mezzo fondo, fondo e maratona, che ai fini dell’allenamento, hanno l’esigenza di stabilire con precisione quale sia la loro soglia anaerobica.

Esecuzione

1) il soggetto compie una corsa sotto massimale;

2) si controlla tramite monitor la frequenza cardiaca;

3) vengono fatti prelievi seriati di sangue, mediante catetere durante la prova.

4) si traccia la curva della quantità dell’acido lattico per verificare l’andamento ed il superamento della soglia critica 4ml/l. 

È un metodo abbastanza preciso, ma cruento e costoso che richiede attrezzature complesse ed esami complicati, pertanto non è alla portata dei comuni laboratori di medicina dello sport.

 

Test di Conconi (Caso 2)

Questo tipo di esame come già citato ha per scopo la valutazione della soglia anaerobica, ma essendo un test non invasivo è di facile attuazione è più tollerato da atleti principianti.

E’ un test da campo; l’atleta indossa un cardiofrequenzimetro e compie alcuni giri di pista, da 6 a 8; ogni mezzo giro (200metri) deve essere compiuto in un tempo di poco inferiore a quello precedente. Dal tempo, dalla distanza verrà ricavata la velocità e la frequenza cardiaca al termine dei 200 metri, così sarà possibile tracciare un grafico che ha come ascissa la velocità e come ordinata la frequenza cardiaca (vedi sotto).

Inizialmente, nel grafico, i punti formano una retta ascendente, poi ad una certa velocità (velocità di deflessione) si nota come l’aumento della frequenza cardiaca non corrisponde all’aumento della velocità, andando così a formare una curva con concavità verso il basso.

Dai dati di frequenza cardiaca (in pulsazioni\minuto) in funzione della velocità (in chilometri\ora) viene ricavata la velocità di deflessione (Vd) che risulta essere di circa 16,7 km\ora; poiché il soggetto ha una frequenza cardiaca massima di 189 puls.\min.

Si è visto che la velocità di deflessione corrisponde alla velocità di soglia anaerobica. Al di sopra di tale velocità si nota il progressivo aumento dell’acido lattico nel sangue prodotto appunto dal sistema anaerobico lattacido, attivato per far fronte all’aumento di velocità. Da questo l’importanza di determinare con precisione la soglia anaerobica, dando la possibilità al maratoneta di tenersi al di sotto di essa, evitando così il dannoso accumulo di acido lattico che potrebbe causare il ritiro dell’atleta dalla gara.

Il test di Conconi da alcuni molto criticato, ha comunque una validità pratica innegabile, soprattutto se utilizzato per le scelte sulle andature di allenamento. D’altro canto questo esame ha il vantaggio di non richiedere attrezzature costose e di poter essere ripetuto più volte l’anno, proprio per riuscire a dare risultati quanto più precisi possibili, senza disturbare eccessivamente l’atleta.

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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