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Consigli
utili
Una buona uscita
Ogni uscita in bicicletta
deve essere sufficientemente impegnativa da stimolare l'organismo. Per i
ciclisti tre sono i fattori che rappresentano l'uscita in bici:
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la distanza percorsa
-
il tempo dell'esercizio fisico
-
l'intensità dello sforzo (in salita,
contro vento).
Cosa é meglio privilegiare dipende dagli
obiettivi che vogliamo raggiungere e dallo scopo che ci siamo prefissi. L'ideale
comunque sarebbe di aumentarli tutti gradualmente.
Il carico non deve essere mai troppo
intenso. Quando lo sforzo perdura per almeno 30 - 60 secondi con pulsazioni
variabili tra le 140 e le 200 al minuto (ad esempio in uno scatto lungo) si ha
il processo anaerobico lattico
con consumo di energia nella forma di scomposizione del glicogeno, debito di
ossigeno e produzione di acido lattico. Le carenze alcaline, di ossigeno e di
glicogeno limitano questo tipo di sforzo e richiedono un tempo leggermente più
lungo per il recupero (ad una frequenza di 90 pulsazioni al minuto occorrono
circa 4 - 5 minuti). Se il carico é troppo intenso e si lavora a lungo in
anaerobico lattacido si
entra in emergenza anaerobica. Ad una troppo elevata produzione di acido lattico
(si supera la cosiddetta soglia anaerobica) il nostro organismo non riesce a far
fronte con conseguente scadenza della performance.
Utile, quindi, un cardiofrequenzimetro, con cui controllare costantemente la
propria frequenza cardiaca: durante le uscite è consigliabile mantenere la
frequenza tra il 60 % e l'80 % della frequenza massima teorica (220 meno l'età
per gli uomini e 226 meno l'età per le donne).
L'ideale, anziché fare questo calcolo
teorico, sarebbe effettuare appositi test medici (Conconi, ad esempio) per
valutare più correttamente la propria soglia anaerobica.
In realtà in allenamento intenso o in gara
si superano queste percentuali. L'allenamento migliora la nostra dote di
smaltimento e/o sopportazione dell'acido lattico.
La frequenza di pedalata deve essere di
circa 70-80 o superiori pedalate al minuto. Non esagerate però con la frequenza
di pedalata altrimenti ben presto addio fiato (a meno che non corriate su
pista).
Meglio preferire uscite frequenti ad
allenamenti intensi.
La frequenza di uscite deve essere di
almeno tre volte alla settimana; chi non avesse tale possibilità, può supplire
con una corsa lenta, rulli, spinning in palestra (eccezionale!), sci da fondo,
nuoto.
Aumentate gradatamente ma costantemente il
carico di lavoro.
Prima e dopo ogni allenamento/corsa
effettuate alcuni esercizi di allungamento (stretching). Consiste nello stirare
i muscoli/tendini per migliorarne la mobilitá e prevenire le lesioni muscolari.
Ogni esercizio va eseguito 1 - 3 volte stirando lentamente l'arto
interessato (e mai fino a provare dolore) per circa 20 - 30 secondi e per
un totale complessivo di 15-20 minuti.
Solo con un buon recupero si può procedere
con un buon allenamento. Molte sono le fasi che possono costituirlo: il sonno,
l'alimentazione, la doccia / il bagno, il massaggio, le tecniche di
rilassamento, la sauna, il solarium, l'elettroterapia.
Quando ci si sente un po' giù meglio non
strafare: ogni tanto, durante l'anno, una settimana o 15 giorni consecutivi
(massimo) di riposo ci possono tonificare.
Non si può certo andare al massimo per
tutto l'anno: ed il sovrallenamento é molto dannoso. (insonnia, perdita di
motivazione, riduzione della massa muscolare, aumento della frequenza cardiaca a
riposo, dolori articolari e muscolari).
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