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Il metabolismo energetico
Potenza aerobica e soglia
anaerobica
La
potenza aerobica
è la capacità di compiere lavoro in regime aerobico, ovvero in presenza di
ossigeno e quindi consumandolo costantemente ed altrettanto costantemente
rifornendosene in quantità direttamente proporzionale alla quantità che ne
viene consumato.
Quando, ad esempio, facciamo una passeggiata, l'energia che consumiamo
deriva dal bruciare il carbura nte (grassi o carboidrati) con l'intervento
dell'ossigeno. Uno sforzo di questo tipo normalmente può essere protratto
per diverse ore, senza avere alcun debito d’ossigeno e quindi senza
affanno.
Aumentando la velocità della passeggiata, il ritmo o la frequenza dei
passi, aumenta anche la richiesta di ossigeno, ciò è facilmente
percepibile in quanto l’organismo induce ad aumentare il ritmo
respiratorio mediante atti respiratori più frequenti e profondi.
Aumentando ancora di più la velocità, quindi passando da un passo veloce
ad una sorta di corsetta, la richiesta di ossigeni diventa sempre
maggiore.
A
questo punto, aumentando progressivamente la velocità di corsa si avvicina
altrettanto progressivamente un limite oltre il quale la richiesta di
ossigeno è talmente alta che non può più essere compensata dalla
respirazione, pertanto oltre questo limite la velocità di corsa raggiunta
difficilmente potrà aumentare e lo sforzo non potrà durare oltre qualche
minuto.
Questa
soglia è detta soglia anaerobica,
oltre la quale l'ossigeno da solo non basta più a bruciare il carburante
necessario per sostenere questo sforzo. Intervengono allora altri
meccanismi anaerobici a sostegno, che comportano però la produzione di
acido lattico che si accumula sempre più nei muscoli sino a che questi non
ce la fanno più a continuare il lavoro.
Supponiamo che un
atleta possa correre ad un ritmo di 14km/h in equilibrio tra consumo e
richiesta di ossigeno per il metabolismo energetico, ipoteticamente (da un
punto di vista energetico) dovrebbe poter correre a tale velocità
all'infinito; nel momento, però, in cui egli volesse aumentare la sua
velocità l'equilibrio si rompe e l'ossigeno richiesto è maggiore di quello
disponibile, quindi come già detto l'acido lattico non verrà più
"smaltito" ma inizierà ad accumularsi fino al momento in cui per l'atleta
non sarà più possibile prolungare lo sforzo.
Qui ci troviamo di
fronte a due elementi migliorabili con l'allenamento:
quel limite oltre il
quale la richiesta di ossigeno è tale che non può essere compensata alla
respirazione ed in questo caso è la velocità di 14km/h, la soglia
anaerobica;
quell'arco di tempo
in cui, superata la soglia anaerobica, è possibile correre aumentando la
velocità fino all'esaurimento, cioè allenare l'organismo a metabolizzare
l'acido lattico in condizioni di carenza d'ossigeno (lavorare in
"acidosi") cioè lavorare sempre più a lungo in condizione anaerobica.
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