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Nozioni di fisiologia dello sport

Sistema muscolare

 

Giunzione neuro-muscolare

 

I grandi muscoli scheletrici del nostro corpo sono composti da un enorme numero di fibre muscolari, il cui impiego viene controllato e diretto con una precisione stupefacente. Tale controllo della motricità è reso possibile dal fatto che tutte le fibre sono divise in unità funzionali dette unità motorie.

 

Un'unità motoria è composta da una cellula del corno anteriore del midollo spinale e da tutte le fibre muscolari che vengono innervate da essa. La cellula nervosa con il suo corpo cellulare è collocata nella sostanza grigia del midollo spinale e con un suo prolungamento, arsone, raggiunge il muscolo corrispondente. Nel muscolo l'assone si ramifica, per collegarsi con più fibre muscolari (nelle unità motorie "rapide" queste possono essere più di mille). Per principio questo collegamento avviene attraverso una sinapsi per ogni cellula muscolare.

Quando una cellula motoria del corno anteriore viene attivata, depolarizza la membrana della fibra muscolare, lo stimolo si diffonde con una velocità di circa lm/sec e penetrando attraverso i tubuli T passa anche all'interno di essa. La depolarizzazione dei tubuli T provoca la liberazione di Ca++ dal reticolo sarcoplasmatico, che è in parte strettamente attiguo ai tubuli T. Gli ioni Ca++ attivano il ciclo della contrazione legandosi alla troponina C. Questo legame indebolisce quello esistente tra la troponina I e 1'actina e ciò permette alla tropomiosina di spostarsi lateralmente scoprendo i punti leganti per le teste di miosina, per cui si ha la scissione di ATP e la contrazione. Per ogni molecola di troponina che leghi uno ione Ca++, riscoprono 7 punti leganti la miosina.

I tubuli T sono collegati al reticolo sarcoplasmatico mediante strutture specializzate, le junctional feet. Il reticolo sarcoplasmatico è un un accumulatore di Ca++: al suo interno la concentrazione di Ca++ è dieci volte più elevata chanel citoplasma delle cellule muscolari. Quando lungo la membrana dei tubuli T si diffonde un impulso elettrico, ciò provoca la liberazione di ioni CA++ dal reticolo sarcoplasmatico; perché ciò avvenga è necessario un complesso proteico, nel quale le proteine più importanti sono un sensore della tensione dal lato dei tubuli T (il cosiddetto recettore della deidropiritina) ed un canale del Ca++ (il cosiddetto recettore della rianodina) dal lato del reticolo sarcoplasmatico.

Ambedue le variazioni nella conformazione dei recettori, provocano una breve apertura dei canali del Ca++, causando un rapido aumento, di circa 100 volte, della concentrazione di calcio nel sarcoplasma. La fuoriuscita degli ioni calcio dal reticolo sarcoplasmatico è causata dalla grande differenza di concentrazione tra l'interno del reticolo sarcoplasmatico ed il sarcoplasma. Dopo un impulso gli ioni calcio vengono ripompati all'interno del reticolo sarcoplasmatico. Anche le prime pompe degli ioni sono inserita nella membrana del reticolo sarcoplasmatico. Dopo una singola depolarizzazione ci vogliono circa 30 millisecondi, perché il calcio venga pompato di nuovo e sia ristabilita la concentrazione a riposo.

Nel caso di contrazioni ripetute, a seconda del tipo di muscolo, dal reticolo sarcoplasmatico viene utilizzato fino al 30% di ATP. Però, in una contrazione volontaria di un muscolo, dai motoneuroni arriva alla fibra muscolare non un singolo impulso isolato, ma una serie di impulsi che si susseguono a brevissima distanza. Così aumenta la concentrazione del Ca++ nel sarcoplasma, attivando in questo modo tutte le unità di regolazione dei filamenti sottili.

L'aumento della concentrazione di Ca++ ha anche un effetto di stimolo sul metabolismo dei mitocondri; per cui la produzione di ATP viene aumentata nel momento in cui avviene l'utilizzazione dell'ATP da parte delle miofibrille.

 

La forza muscolare e la velocità di contrazione possono essere aumentate attraverso l'attivazione progressiva di un certo numero progressivo di unità motorie (reclutamento). Inoltre la regolazione fine della forza può essere graduata tanto meglio, quanto più piccole sono le dimensioni, e conseguentemente la forza muscolare di una singola unità motoria. Se un muscolo viene mantenuto in uno stato di lieve contrazione, possono essere derivati elettromigraficamente potenziali d'azione da un numero limitato di unità motorie, ma se il muscolo deve contrarsi con forza, moltissime entrano in azione.

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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