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Nozioni di fisiologia dello sport

Sistema muscolare

 

Meccanica muscolare

 

I muscoli scheletrici nel corpo umano trasmettono la loro forza all'apparato scheletrico, per mezzo di strutture elastiche ma non molto distendibili, i tendini. In conseguenza di ciò il muscolo mentre svilupperà la propria forza si accorcerà un poco e pertanto le strutture elastiche tese tra un muscolo e scheletro si stirano e si pongono in tensione. Tale tipo di contrazione muscolare, nel corso della quale la lunghezza del muscolo diminuisce, è detta contrazione auxotonica.

 

La forza muscolare massima misurata in condizioni sperimentali auxotoniche è detta contrazione massima auxotonica. Essa è molto inferiore alla forza di contrazione che sviluppa il muscolo restando costantemente ad una determinata lunghezza, cioè in isometria. Con l'instaurarsi di una contrazione isometrica il muscolo rilasciato a riposo è tenuto così saldamente alle due estremità, che, con 1'attivazíone, può sviluppare una forza ma non può accorciarsi. Tuttavia anche in questo caso gli elementi contrattili delle fibre muscolari (teste di miosina) possono trasmettere la forza da loro sviluppata soltanto tramite strutture elastiche ai tendini. 24

Quindi, per quanto esposto, grazie all'elasticità dei ponti trasversali, un sarcomero può sviluppare una certa forza anche senza lo scorrimento dei filamenti, ossia in condizioni sperimentali di rigorosa isometria.

Nel meccanismo dello sviluppo di tale forza isometrica ad opera di un ponte trasversale, in un primo momento la testa della molecola di miosina (ponte trasversale) aderisce in posizione verticale al filamento di actina, poi ruota di 45°. In tal modo, essa tende, come una piccola leva, la struttura elastica interna del ponte trasversale, il quale probabilmente è costituito dal colletto situato tra la testa e l'insieme della molecola di miosina.

Lo spostamento che consegue alla flessione di una singola testa di miosina è molto ridotto e la forza di trazione elastica di un singolo ponte trasversale è talmente insignificante che almeno un miliardo di ponti trasversali collegati in parallelo dovrebbero sommare le loro forze per sviluppare 1 nN di forza muscolare. In questo caso i prolungamenti trasversali dei filamenti di miosina, tirano, addizionando le loro forze, i filamenti di actina.

Nella contrazione isometrica i ponti trasversali non si devono ritenere in uno stato di tensione ininterrotta, anzi, una singola testa di miosina si stacca dal filamento di actina già dopo 1/100 di secondo e quindi dopo un periodo di riposo ugualmente breve si lega nuovamente al filamento di actina. Malgrado il ritmico legarsi e staccarsi dei ponti trasversali, la forza muscolare rimane, in condizioni fisiologiche costante perché ad ogni momento un numero praticamente costante di ponti trasversali si trova da un punto di vista statistico in stato di "adesione e di tensione".

Contrariamente a quanto avviene nel nell'accorciamento del muscolo, contrazione isotonica, un muscolo non produce alcun lavoro esterno durante il mantenimento di una tensione, cioè nella contrazione isometrica. (essendo il prodotto peso x spostamento = zero). Però ad ogni ciclico legarsi e staccarsi dei ponti trasversali, si ha la produzione di un lavoro interno attuato per distendere le strutture elastiche dei ponti trasversali che, al momento dello "staccarsi", viene degradato in calore. Il calor3e di mantenimento e quindi il lavoro di mantenimento, durante un determinato periodo di tempo, è tanto maggiore quanto maggiore è il numero dei ponti trasversali che esercitano la trazione sotto costante di ATP.

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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