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Sistema muscolare
Struttura del muscolo e tipi di fibre
muscolari
Il
muscolo e' costituito da migliaia di fibre muscolari, le miofibrille, ciascuna
delle quali è avvolta da un involucro connettivale. Una dozzina o più fibre
costituiscono un fascio primario, parecchi fasci primari danno luogo ad un
fascio secondario, alcuni fasci secondari formano i fasci terziar i e cosi' via
fino a comporre il muscolo completo.
La
struttura intima della fibra muscolare striata e' composta dal
sarcolemma,
sottile membrana
connettivale che avvolge ciascuna delle fibre muscolari striate, dai
nuclei,
con forma ovoide ad asse
maggiore disposto parallelamente a quello della fibra e numero proporzionale
alla lunghezza della fibra stessa e dalla
sostanza contrattile. Quest'ultima e' costituita dalle
miofibrille
e dal reticolo sarcoplasmatico o
sarcoplasma.
Le proteine che formano il sarcomero sono molte e diverse tra loro, ma
praticamente tutte presentano quelle che si definiscono "forme isomeriche"
(isomeri), ovvero versioni diverse delle stesse proteine: queste svolgono la
stessa funzione fondamentale, però si differenziano leggermente nella loro
struttura. Ad esempio, le differenze tra le forme isomeriche provocano velocità
diverse di contrazione ed un legame più intenso con le altre proteine.
Le
forme isomeriche della miosina sono alla base della differenziazione tra i tipi
di fibre muscolari. La differenziazione principale che viene fatta è quella tra
fibre di I tipo: lente, a contrazione
lenta, rosse; e fibre di II tipo:
veloci, a contrazione rapida, bianche.
Negli
esseri umani le fibre di I tipo mostrano una velocità di contrazione che è da
tre a cinque volte minore rispetto alle fibre di II tipo.
Le
miofibrille delle fibre di I e II tipo sono dotate di forme isomeriche diverse
di miosina. La miosina rapida delle fibre di II tipo scinde l'ATP più
rapidamente di quelle lente di I tipo. Ci sono prove che in un ciclo contrattile
una testa della miosina lenta resta legata un po' più a lungo all'actina
rispetto alle teste della miosina rapida e ciò sarebbe una delle cause della
minor velocità di contrazione delle fibre di I tipo.
In un lavoro tonico le fibre di I tipo
utilizzano meno ATP delle fibre del secondo tipo; anche nei movimenti lenti le
teste della miosiona delle fibre di II tipo (se vengono utilizzate) intervengono
più rapidamente nel ciclo di contrazione. Invece il legame più prolungato delle
teste della miosina lenta con l'actina, fa sì che le fibre di primo tipo
lavorino in modo più efficace di quelle di secondo tipo senza raggiungere la
stessa velocità di contrazione.
Praticamente in tutte la contrazioni volontarie di un muscolo, le unità motorie
lente sono quelle che vengono reclutate per prime, con l'aumento dello sviluppo
della forza iniziano ad attivarsi anche unità rapide. I soggetti allenati alla
forza possono attivare insieme tutte le unità motorie del muscolo di una grande
estremità, ad esempio il quadricipite femorale, mentre, generalmente, i soggetti
non allenati non sono in grado di farlo.
Contrazioni di tipo esplosivo come i movimenti di correzione ed i riflessi,
attivano quasi contemporaneamente le unità del 1 e II tipo, però a causa del
maggior numero di fibre per unità motoria come anche per la loro maggior
velocità di contrazione, prevale di gran lunga il contributo di forza delle
unità di II tipo.
Si è
anche osservato che in lavoro di mantenimento posturale leggero, le unità
motorie si alternano nel loro intervento.
Dato
che la forza statica di un muscolo non ha una componente di velocità, è evidente
che la forza dipende dalla sezione del muscolo e non dalla sua composizione in
fibre. Non è così per la forza rapida. Infatti, poiché nei test di forza rapida
si tratta di estrinsecare quanta più forza possibile nel più breve tempo
possibile, si può dimostrare un rapporto tra percentuale di fibre di II tipo e
forza rapida. Ma il problema di queste ricerche sta nelle grandi differenze
interindividuali nel reclutamento delle unità motorie, per cui la correlazione
della forza rapida con il pattern delle fibre muscolari e ben evidenziabile in
colui che è allenato alla forza. rapida.
Da molti decenni sappiamo che atleti di alto
livello di discipline caratterizzate da un'elevata velocità o da un'elevata
resistenza, hanno una distribuzione unilaterale dei vari tipi di fibre. In un
campione di soggetti non allenati si trova quasi lo stesso numero di fibre lente
e di fibre rapide.
Finora non è stato sufficientemente chiarito fino a che punto questi valori
estremi di distribuzione delle fibre negli atleti di alto livello sia di natura
ereditaria o frutto di allenamento.
Studi
condotti nello spazio di veri mesi hanno mostrato che con un allenamento molto
intenso di resistenza sono possibili trasformazioni delle fibre di II tipo in
fibre di I tipo. Ricerche condotte su atleti di alto livello di sport dio
resistenza dopo il loro periodo di allenamento e di gare hanno mostrato che una
volta cessato l'allenamento di alto livello, questi valori estremi nelle
distribuzione delle fibre si perdono, e di nuovo si trovano distribuzioni di
circa il 50% di fibre del I tipo.
Ciò dimostra che un allenamento intenso di resistenza, protratto per vari anni,
può trasformare una rilevante quota di fibre di II tipo in fibre di I tipo. Al
contrario, l'elevata percentuale di fibre di II tipo negli sprinter, in gran
parte sembra dipendere da fattori almeno parzialmente ereditari, indipendenti
dall’allenamento. |