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Nozioni di fisiologia dello sport

Sviluppo fisico

 

Steroidi anabolizzanti

 

Trattando la parte endocrina riguardante l'accrescimento, ritengo opportuno soffermarmi su come sostanze prodotte artificialmente possano influenzare tale fase di sviluppo, andando oltre i limiti fisiologici e naturali i quali, da molti uomini, non sono tenuti in considerazione pur di raggiungere i massimi risultati. In questo contesto tratterò gli steroidi anabolizzanti in quanto derivati dal testosterone.

Tali sostanze, se unite ad un allenamento intenso e ad un'adeguata alimentazione ricca di proteine producono un aumento della massa muscolare e della forza. Contemporaneamente hanno un effetto euforizzante e si suppone che diminuiscano il periodo di recupero dopo carichi elevati.
Vengono utilizzati nella fase che precede le gare ed i loro effetti collaterali sono l'alterazione dell'equilibrio ormonale endogeno, uno spostamento verso il profilo a rischio del metabolismo lipidico, l'aumento della pressione arteriosa, disturbi della funzione epatica ed effetti psicotropi quali aggressività euforia ed allucinazioni.

Gli anabolizzanti derivano la loro struttura dal testosterone le cui azioni sull'accrescimento e sul metabolismo sono già state esposte; per poter effettuare trattamenti senza che si producessero effetti androgeni collaterali, modificando per sintesi la sostanza base, sono state prodotte sostanze attive caratterizzate da un effetto anabolico massimo e da uno scarso effetto androgeno.
Il testosterone si trova nel plasma ematico in un equilibrio dal 2% al 5% in forma libera e dal 98% al 95% in forma non libera di cui il 58% legata ad una proteina SHBG (Sex Hormone Binding Globulin). II tasso di testosterone nel plasma ematico maschile va da 3 ad 11 ng/ml.
A livello cellulare il testosterone libero ed anche altri steroidi anabolizzanti sono legati ai recettori del plasma cellulare delle cellule muscolari e tissutali, formando un complesso ormonirecettori che attiva la sintesi proteica.
Dato che questa stimolazione non avviene solo nelle cellule muscolari, ma anche nelle cellule dei tessuti degli organi sessuali, non è possibile separare l'azione androgena da quella anabolizzante, tenendo anche presente che tutt'oggi il meccanismo d'azione dello steroide anabolizzante non è completamente noto.

Nello sport queste sostanze sono state utilizzate fin dagli inizi degli anni cinquanta, non solo dagli uomini, ma anche dalle donne nelle quali piccole dosi provocavano notevoli effetti primari e collaterali.
La commissione medica del Cio ha inserito gli anabolizzanti nella lista delle sostanze proibite nel 1974 e nel 1976 e, ai Giochi Olimpici, furono eseguiti i primi controlli.
Per lo sport, gli effetti più importanti degli anabolizzanti sono l'aumento del peso corporeo e della forza, il cambiamento dell'aspetto, il miglioramento delle capacità di rigenerazione, l'aumento della prestazione di resistenza. Ad essi si aggiunge l'effetto psicotropo. Per questi motivi gli anabolizzanti vengono usati in allenamento, a differenza di altre sostanze che vengono usate in gara come gli stimolanti, narcotici, betabloccanti e diuretici; se il loro uso viene sospeso prima della gara, al momento giusto, non è più possibile provarne la presenza, per cui l'atleta non risulta avere fatto uso di sostanze dopanti.
É praticamente impossibile ottenere dati scientifici e statisticamente certi sugli effetti degli anabolizzanti, in quanto, se da un lato non si può pensare di avere a disposizione un gruppo abbastanza grande per svolgere una sperimentazione, dall'altro a seguire sperimentazioni su soggetti sani porrebbe notevoli problemi etici.
Dopo lunghe ricerche la Società americana di medicina dello sport, nel 1984, ha accertato che gli anabolizzanti, se usati con adeguati stimoli di allenamento e con un apporto proteico sufficiente, provocano un aumento del peso corporeo, in parte per la ritenzione di liquidi ed in parte per la crescita della massa muscolare. È probabile che lo stesso si possa dire per la forza, mentre per quanto concerne la capacità aerobica (prestazione di resistenza) l'aumento non sarebbe certo.
Gli anabolizzanti possono essere assunti sia per via parenterale, ma hanno un periodo di assorbimento lungo, sia per via endovenosa, con un periodo di assorbimento più breve e quindi metodo più utilizzato nell'ambiente sportivo.

Gli effetti collaterale dell'uso degli anabolizzanti possono essere divisi in cinque gruppi:
1. effetti sul bilancio ormonale;
2. sul metabolismo;
3. sul sistema cardiocircolatorio;
4. sul fegato;
5. sulla psiche.

Il bilancio ormonale dell'uomo è controllato dall'asse ipotalamo ipofisario e dalle ghiandole periferiche, attraverso complessi meccanismi regolatori. Con l'immissione di anabolizzanti esogeni si altera sensibilmente questo sistema di regolazione ed attraverso un feedback negativo la produzione di ormoni steroidei viene diminuita, se non addirittura inibita. Con l'inibizione dell'ormone gonadotropo secreto dall'ipotalamo si produce una diminuzione del tasso dell'ormone luteinizzante (LH) e dell'ormone follicolostimolante (FSH) che nei maschi influiscono sulla produzione del testosterone e degli spermi, nelle femmine sull'ovulazione, con effetti collaterali facilmente intuibili. Negli adolescenti l'uso degli anabolizzanti può portare ad una chiusura precoce delle sincondrosi epifisarie e quindi ad un arresto della crescita in altezza. Nei soggetti di sesso femminile, anche scarse dosi di anabolizzanti hanno un azione mascolinizzante.
Con l'uso degli anabolizzanti nel metabolismo dei grassi si produce uno spostamento verso un profilo a rischio per le patologie del sistema cardiocircolatorio.
Gli anabolizzanti provocano un aumento della ritenzione di liquidi e ciò porta ad un aumento del volume ematico fino al 15%. Ciò può provocare un notevole aumento della pressione, per cui non possono essere esclusi danni permanenti.
Gli anabolizzanti assunti per via orale hanno effetti tossici di vario tipo, soprattutto sul fegato, per cui generalmente diminuiscono i valori degli enzimi epatici.

 

 

 

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