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Esercizi fisici
Lo skip
Lo skip - corsa a ginocchia sollevate (più o meno alte a seconda del
tipo di skip detto appunto alto o basso) - è spesso eseguito in maniera
scorretta, perché ritenuta di scarsa importanza. Invece è
un’esercitazione che contribuisce alla crescita delle potenzialità
dell’atleta, rendendo il gesto motorio più proficuo. Attraverso lo skip
si "conosce" la spinta degli arti inferiori a terra, si perfeziona la
coordinazione, aumenta la velocità d’esecuzione dei movimenti, si eleva
le capacità di forza.
Terreno
Il terreno compatto in erba è l'ideale per evitare danni a carico di
tendini e legamenti. L’asfalto e il cemento modificano i tempi di
contatto con il terreno, cambiano l’intervento dei muscoli e procurano
indurimenti e indolenzimenti soprattutto ai polpacci. Anche le superfici
irregolari possono contribuire, con piccoli ma continui microtraumi, a
far insorgere infiammazioni lungo tutto l’arto inferiore (tendine
d’Achille, tendine rotuleo, pubalgie…).
Scarpe
Calzature idonee (modelli ammortizzati adatti alla corsa sono da preferire
alle calzature da basket) riducono notevolmente questi effetti negativi.
Per evitare errori nell'esecuzione dello skip:
·
busto e testa devono essere mantenuti in verticale o leggermente
flessi in avanti;
·
le spalle, da una visione laterale del soggetto, devono rimanere
ferme su un unico asse;
·
gli arti superiori, con le mani che sfiorano i fianchi, devono
muoversi in contrapposizione agli arti inferiori (coscia destra in alto
– braccio sinistro in avanti), per equilibrare la parte superiore del
corpo durante l’esecuzione del gesto;
·
l’arto inferiore in appoggio a terra, nel momento in cui l’altro
arto inferiore raggiunge con la coscia l’orizzontale, deve essere
completamente disteso: sia l’angolo al ginocchio sia quello alla
caviglia devono essere completamente aperti;
·
il piede dell’arto inferiore flesso deve essere portato subito in
avanti, senza quindi passare vicino al gluteo, facendo attenzione che la
gamba propriamente detta (dal ginocchia al piede) rimanga sempre
verticale al terreno;
·
l’impatto e la spinta sul terreno devono avvenire solo con l’avampiede;
Lo skip basso si differenzia da quello alto, il più classico, per alcuni
particolari: il busto e la testa sono maggiormente (anche se di poco)
flessi in avanti; gli arti inferiori si fermano un po’ prima di
raggiungere l’orizzontale; la superficie del piede che impatta e spinge
sul terreno diminuisce. Quando
Risultati apprezzabili si ottengono solo utilizzando lo skip con
continuità durante tutto l’anno. Bastano 15-20’ all’inizio della seduta
di allenamento, una volta alla settimana.
È opportuno aver effettuato prima un buon riscaldamento - qualche minuto
di corsa lenta, stretching, mobilità articolare e pochi momenti di un
qualsiasi gioco come pallamano, calcetto, torello - per evitare che i
movimenti rapidi procurino fastidi muscolari.
Quanto
Un giocatore può arrivare a eseguire, una volta alla settimana 80-150-200
toccate (appoggio del piede a terra) cronometrate. Si può partire da 2-3
serie da 30 toccate per poi passare a 40-50-60 toccate, sempre
recuperando per 2-3’ tra le varie serie.
Cronometrare le toccate
Bisogna far partire il cronometro appena il giocatore stacca da terra il
piede e stopparlo appena è effettuata l’ultima toccata desiderata. Per
contare con più precisione le toccate, è meglio seguire il movimento di
un solo piede, fermando l’esecuzione una volta raggiunta la metà delle
toccate desiderate.
Perché
Le finalità dello skip assumono, a seconda di chi lo esegue,
caratteristiche differenti:
·
coordinative, nei ragazzi più piccoli, che ritrovano in questo
gesto i momenti base della corsa (spinta degli arti inferiori – azione
coordinata degli arti superiori – tenuta della muscolatura del tronco) e
ai quali sono sufficienti poche esecuzione estemporanee per riuscire a
immagazzinare gli input necessari;
·
potenzianti e correttive, in atleti maturi e agonisti, i quali,
come abbiamo visto, devono dedicare allo skip parte dell’allenamento.
Controllo e correzione
È importante una continua correzione del gesto durante l’esecuzione.
Diventa quindi problematico eseguire lo skip in solitudine, in quanto
non si riesce a controllarne perfettamente tutti i particolari. Con
l’aiuto di un compagno durante l’esecuzione, si riesce a controllare
almeno uno dei particolari sopra citati, magari proprio quello in cui si
è più carenti.
Anche l’allenatore, per svolgere un lavoro mirato e produttivo, dovrà
evitare di far eseguire lo skip a coppie, a terne o in gruppo, poiché
così facendo gli sarà difficile suggerire le giuste correzioni ai suoi
ragazzi. Posizionandosi lateralmente, e non come si è soliti fare nel
punto di arrivo, si avrà una visione più chiara del gesto in modo da
cogliere gli errori con maggiore facilità.
Un esempio di seduta dedicata allo skip
Su un tratto di circa 5 metri:
·
due volte skip alto (il ginocchio arriva almeno all'altezza
dell'anca);
·
due volte skip basso (il ginocchio sale meno, la rapidità del
movimento viene esaltata al massimo);
·
tre volte skip calciato o skip indietro (i talloni salgono dietro
il corpo, andando quasi a toccare i glutei e il busto è più o meno
flesso in avanti). Di volta in volta il busto è più flesso in avanti che
nella precedente esecuzione.
Su due tratti successivi di 4 metri l'uno:
·
skip alto nel primo tratto e, senza pausa, skip basso nel secondo;
·
skip alto nel primo tratto e, senza pausa, skip calciato nel
secondo;
·
skip alto calciato nel primo tratto e, senza pausa, skip basso nel
secondo;
·
skip calciato nel primo tratto e, senza pausa, skip calciato nel
secondo;
·
skip alto nel primo tratto, superamento di un ostacolo, skip basso
nel secondo;
·
skip calciato nel primo tratto, superamento dell'ostacolo, skip
alto nel secondo;
·
skip alto nel primo tratto, stop in posizione di attenti con volto,
tronco e arti superiori rilassati, skip basso nel secondo tratto (per
tre volte).
Nei successivi tre tratti di circa 3 metri l'uno:
skip rapido nel primo tratto, giravolta su se stessi (nello spazio più
ridotto possibile e nel minor tempo), skip alto nel secondo tratto,
giravolta su se stessi (nel senso contrario alla precedente), skip
rapido nel terzo tratto (per tre volte).
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