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Fitness
La fase aerobica ed
anaerobica dell'esercizio fisico
L'organismo compie un lavoro in regime
aerobico quando la quantità di ossigeno richiesta per tale lavoro è in
equilibrio con l'ossigeno che viene consumato. Quando camminiamo l'energia
che consumiamo deriva dal bruciare il carburante (soprattutto grassi) con
l'intervento dell'ossigeno. Uno sforzo di questo tipo normalmente può essere
protratto per diverse ore, senza affanno respiratorio (a parte la stanchezza
generale). Se aumentiamo l'andatura, anche la richiesta di ossigeno aumenta,
e lo possiamo notare dal fatto che il respiro si fa più frequente e
profondo. Se aumentiamo ancora di più la velocità iniziando a correre, le
cose si fanno ancora più evidenti (nel frattempo il carburante è divenuto
una miscela contenente anche i carboidrati). Ad un certo punto le richieste
di ossigeno da parte dell'organismo supereranno una data soglia, oltre la
quale lo sforzo non potrà durare che qualche decina di minuti. Si tratta
della soglia anaerobica , al di là della quale l'ossigeno da solo non
basta più a bruciare il carburante necessario (ora soprattutto carboidrati)
per sostenere questo sforzo. Intervengono allora altri meccanismi anaerobici
a sostegno, che comportano però la produzione di acido lattico che si
accumula sempre più nei muscoli sino a che questi non ce la fanno più a
continuare il lavoro.
In un ipotetico
paragone tra un'atleta d'elitè ed un sedentario con le medesime
aratteristiche morfologiche, a parità di distanza percorsa, sempre in ambito
di resistenza (per esempio 5 km), mentre l'atleta è in grado di percorrere
tale distanza in un determinato lasso di tempo, il sedentario potrà
percorrere la medesima distanza con un tempo notevolmente maggiore,
consumando la stessa quantità di energia dell'atleta. Se il sedentario
volesse provare ad avvicinarsi al tempo dell'atleta dovrà correre
costantemente in regime anaerobico, e dopo pochi minuti il debito d'ossigeno
e l'accumulo di acido lattico saranno tali da costringerlo a fermarsi.
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