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Fitness
La cellulite,
conosciamola meglio
La
Cellulite è una patologia vera e propria; il nome "tecnico" è
Dermo-ipodermo-panniculopatia-edemato-fibro-sclerotica.
In
sostanza i tessuti perdono le caratteristiche di elasticità e trofismo.
Si
tratta di un'alterazione che interessa: il pannicolo adiposo (panniculopatia),
con caratteristiche edematose (accumulo di liquidi al di fuori dei vasi), di
fibrosi (aumento delle fibre reticolari), di sclerosi ( aumento fibre elastiche
e tessuto cicatriziale).
I vasi
non sono in grado di portare sangue ossigenato ai tessuti e di ripulirli da
sostanze tossiche: ne deriva una sofferenza progressiva delle cellule ed una
modificazione dei tessuti che perdono, pertanto, le caratteristiche di
elasticità e trofismo.
Per
combattere la cellulite è importante un intervento sui così detti fattori
terziari o aggravanti. Si tratta di tutti quei fattori che possono favorire o
aggravare uno stato cellulitico, attraverso meccanismi metabolici e circolatori.
Tra
questi fattori è importante focalizzare l'intervento sul lavoro muscolare,
ovvero il recupero del tono muscolare; infatti è proprio lo scarso tono
muscolare, soprattutto dei glutei, che determina il crollo “gravitario” dei
tessuti mio - fasciali che lo ricoprono e la mancanza di un’idonea circolazione
locale causa appunto un’alterazione del micro-circolo locale causando i classici
"buchetti" visibili in stazione eretta.
Anche
i difetti posturali fanno parte dei fattori terziari e questi si possono
correggere soprattutto riequilibrando la muscolatura e rinforzando la
muscolatura interessata, soperattutto quella addominale, parascapolare e
trocanterica
Nell’ambito dei difetti è posturali è importante osservare l’appoggio plantare,
dal quale possono derivare numerosi squilibri muscolari.
Inoltre un buon funzionamento dinamico del piede determina una migliore
circolazione del sistema linfo-venoso degli arti inferiori.
Il
piede viene suddiviso in avampiede, mesopiede e retropiede.
L'avampiede
ha una funzione propulsiva, il mesopiede svolge un'azione di ammortizzamento, il
retropiede riceve il carico del corpo ad ogni impatto col terreno e provvede a
distribuirlo tramite l'articolazione sub- astragalica, al calcagno e al piede.
Il
problema degli arti inferiori è che non usufruiscono della spinta diretta di una
pompa pulsante come il cuore, tuttavia il piede contiene delle strutture per
facilitare il ritorno linfo – venoso.
Il
lavoro dinamico della “soletta venosa di Lejars” favorisce l'azione di pompa
muscolare e dunque il ritorno del sangue ai distretti superiori. Si tratta però
di un "letto" di capillari molto piccoli che contiene una quantità di sangue
ridotta.
Nella
parte più profonda del piede si trova il “triangolo della volta”; questa
struttura è composta da una volta longitudinale interna, una volta longitudinale
esterna ed una volta trasversa. Il triangolo della volta contiene le più
importanti vene profonde: le vene plantari interne ed esterne. La “spremitura”
di queste vene (oltre che ad ogni movimento significativo di questa area)
rappresenta il vero cuore periferico e la più importante funzione vascolare del
piede.
Spostandosi verso le articolazioni tibio- tarsica e sub-astragalica, un deficit
delle strutture muscolari di questa regione, oltre a causare una irregolare o
parziale spremitura delle strutture venose sopra-citate e l'instaurarsi di
fenomeni di stasi del sistema linfo-venoso degli arti inferiori, determina anche
uno squilibrio tra i "tiranti" muscolari; in particolare per gli atteggiamenti
di eversione (appoggio sull'esterno) e inversione (appoggio sull'interno) del
piede ove vi è una prevalenza dell'azione esercitata dai muscoli peroneo lungo,
breve, terzo ed estensore lungo delle dita nel primo caso e tricipite surale,
tibiale posteriore e anteriore e flessore delle dita, nel secondo. Pertanto è
importante anche intervenire su queste strutture muscolari per tonificarle e
riequilibrarle.
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