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Subacquea
Indicazioni
generali di allenamento differenziato per chi pratica pescasub,
apnea e snorkelling
Per
iniziare una premessa, questi non vogliono essere dei consigli per
andare più fondo, o per tirare le apnee, non è la sede ne
il modo adatto per parlare di situazioni che possono diventare
potenzialmente pericolose. Sicuramente, queste righe vogliono
essere di aiuto a chi, non potendo andare in acqua per lunghi
periodi, vedi inverno, vuole mantenersi in forma, per affrontare
meglio la nuova stagione, per rientrare prima nelle condizione
fisiche ideali, e soprattutto per rischiare meno avendo un
potenziale organico maggiore.
I
mezzi
L’apnea
si allena con l’apnea, frase famosa e precisa come poche, però
non potendo andare per mare, per tenersi in forma bisogna
cercare tra i mezzi di allenamento “terrestri.”
Le
attività più comuni e facili da fare sono: la camminata, la
corsa, la bici, il nuoto, la palestra.
Per
ogni tipo di attività sarà dato un indirizzo di allenamento
evitando di entrare nello specifico per ovvi motivi.
Prima
di iniziare una qualsiasi attività sportiva è bene rivolgersi
all’ufficio di medicina dello sport della USL più vicina e
farsi rilasciare il certificato di pratica agonistica .
La
camminata.
Sicuramente
è la cosa più semplice da fare, il tipo di consumo energetico è
abbastanza simile a quello di chi fa snorkelling, dovrebbe essere
orientato verso l’uso degli acidi grassi. Il difetto maggiore e
che vista la bassa intensità perché diventi allenante il
passo deve essere spedito,(non è facile) e il tempo di lavoro
molto lungo, fino e oltre i 60’ e va incrementato sempre, sia
dal punto di vista della quantità che della qualità perché
visti i bassi livelli di dispendio metabolico ci si adatta
rapidamente. E’ un’attività fruibile da chi non è in
condizioni fisiche eccelse da chi è in sopra peso, reduce da
infortuni, ecc. da chi in pratica non riesce a svolgere per
più tempo attività di maggiore impegno fisico. Degli esempi di
attuazione potrebbero essere i seguenti, prendendo per comodità
come esempio un individuo capace di camminare 60’a passo
spedito.
1)
camminare per 60’ continuo
2)
variazioni di ritmo ogni 5’, si cammina per 5’ a passo
normale(sempre abbastanza spedito) e per 5’ a passo rapido, il
tutto per 60’
3)
camminare per 3’ a passo medio, poi per 1’ a passo rapido per
45-60’ complessivi.
4)
incrementare la velocità ogni 2’, per 6’ in pratica
fare 2’ passo medio, 2’ passo rapido, 2’ al massimo, quindi
ricominciare con i due primi a passo medio. Per 60’ complessivi.
Dopo
aver fatto circa 4 –6 settimane (il tempo necessario per
ottenere un adattamento consistente) avendo variato ove possibile
i percorsi, incrementato le durate, inserendo salite e
gradinate, e dei piccoli percorsi di corsa, si può cominciare ad
inserire qualche esercizio di controllo respiratorio, alcuni
esempi:
1)
camminare per 60’ continuo, cercando di variare la respirazione,
da lentissima ,lunghi periodi, a rapida, due tre atti respiratori,
da profonda a superficiale, espirazioni lunghe e espirazioni
corte, addominale o toracica , applicando anche tecniche Pranayama,
ad esempio usare solo una narice ecc.
2)
affrontare tratti a velocità alta respirando normalmente, ad
esempio per 2’, seguiti da tratti in cui si cammina lentamente
cercando di ventilarsi lentamente per abbassare il battito
cardiaco, dopo di che si esegue un’apnea non forzata da 10
a 30” camminando lentamente, fare 60” di camminata lenta
respirando normalmente, quindi riprendere.
3)
Ventilarsi camminando, fermarsi e fare 10” di apnea da fermo,
riprendere a camminare ancora in apnea per 5” rompere
l’apnea e camminare per 3’ a passo veloce, poi riprendere.
Bisogna avere cura di non tirare le apnee, e di lavorare sulla
ventilazione, cercando di trovare un ritmo adeguato e sempre più
lento.
A
queste si possono aggiungere moltissime varianti.
Un
piano di lavoro dovrebbe prevedere almeno 3 sedute settimanali, di
cui una dedicata al lavoro continuo, una ad un intervallato con
intervalli lunghi ed una ad un lavoro con frequenti cambi di ritmo
possibilmente in salita, ogni settimana dovrebbe avere un piccolo
incremento di carico(distanza velocità). Dopo le prime quattro
sei settimane i lavori di controllo respiratorio vanno inseriti
prima ogni due sedute normali poi progressivamente in ogni seduta.
La
corsa
Parleremo
di un allenamento di corsa basato su un soggetto capace di correre
30’ ad una velocità compresa tra i 10 e gli 12 km/h chi è in
grado di correre per più tempo o a velocità maggiori lo potrà
modificare incrementandolo, chi corre più lentamente o per meno
tempo è preferibile (non potendo fare altro) che provi ad
alternare negli stessi lavori corsa e camminata, fino al
raggiungimento di una forma migliore.
Comunque
sarebbe opportuno eseguire dei test per verificare lo stato di
forma.
Alcuni
tipi di lavori eseguibili (i tempi minori sono chiaramente
indicativi per chi si muove a 10 km/h :
1)
corsa lenta, per distanze da 25 a 40 minuti, 9 – 10,5 km/h
2)
corsa media, per istanze da 18 a 25 minuti 10 - 11,5
km/h
3)
corto veloce, per distanze da 10 a 15 minuti 11 – 13 km/h
4)
variazioni di ritmo, per chi è in grado di correre 30’ a 12
Km/h (6 km) 5’ risc. poi effettuare 1minuto a 10,5 km/h
alternato ad 1minuto a 12,5 km/h il tutto per 20’
Naturalmente
l’ideale sarebbe poter eseguire questi lavori su terreni vari
ricchi di saliscendi.
L’ottimale
sarebbe poter fare un lavoro lungo, uno medio o veloce e uno di
variazioni ogni settimana. Incrementare il volume
progressivamente.
Dopo
6 – 8 settimane di questo lavoro si può iniziare ad inserire il
controllo della respirazione, non è conveniente fare delle vere
apnee durante la corsa, ma imparare a ventilarsi, ad abbassare il
battito cardiaco, a controllare il ritmo della respirazione.
Alcuni
esempi solo per dare un’idea:
1)
durante la corsa lenta cercare di inspirare in (dati
puramente indicativi) 10 secondi e di espirare in 15, variando di
continuo.
2)
durante le variazioni di ritmo concentrarsi durante la fase lenta
sulla respirazione, cercando di
allungare per quanto possibile gli atti
respiratori
3)
durante la corsa lenta, inspirare per più tempo possibile –
stare in apnea per 3 secondi – espirare lentamente – rimanere
in apnea per 3 secondi – ricominciare il ciclo.
Bicicletta
E’
sicuramente tra i mezzi terrestri quello che si avvicina di più
alle attività che ci interessano. Alcune motivazioni di carattere
generale senza entrare nello specifico. Durante la pedalata si sta
seduti, il sistema cardiocircolatorio lavora meno che nella
stazione eretta, non tanto meno come quando si sta in acqua,
ma sicuramente molto meno della corsa, a parità di energia
utilizzata la frequenza cardiaca è più bassa, in pianura quasi
chiunque può pedalare lentamente per 90’ accusando solo
problemi al fondoschiena, permette, e questo è importantissimo,
di alternare fasi di lavoro attivo, pedalata, a fasi in cui
le gambe stanno ferme senza che il peso del corpo gravi su di
loro.
Alcuni
tipi di lavoro:
1)
fondo lungo, a seconda le capacità da 45 a 120’ ,se si tratta
di una ciclo camera molto meno, non essendoci movimento i tessuti
molli del fondo schiena soffrono molto, data la pressione costante
sugli stessi punti.
2)
Variazioni di ritmo, come esempio 3 minuti in 3 minuti con una
differenza di 4 o 5 km/h o 15 pulsazioni cardiache tra il tratto
lento e il veoce. Il tutto da 30’ a 60’ riscaldamento escluso.
3)
Salite lunghe e progressive o corte alternate a tratti di
discesa.
Come
per le altre metodiche un adattamento significativo lo otteniamo
dopo 6-8 settimane, alternando un lavoro lungo, dopo il quale
conviene far passare almeno due giorni prima di allenarsi
nuovamente, ad uno di variazioni, ad uno corto ed intenso, ogni
due settimane si può sostituire il lungo con un lavoro di salita
medio lunga o delle ripetute in salita.
Dopo
questo periodo potremo iniziare a sbizzarrirci con le tecniche di
controllo respiratorio, ricordandoci però che se si cade da una
bici perché gira la testa (mancanza di ossigeno) ci si fa male,
quindi di non esagerare o di utilizzare preferibilmente una
cyclette .
A
quelle già viste per camminata e corsa, possiamo aggiungere per
stimolare la fantasia:
1)
simulazione di una discesa in apnea, ventilazione da fermi,
pedalata lenta in apnea per 5”- stop in apnea per 10”-
pedalata lenta in apnea per 3”- stop in apnea per 10”
– pedalata in apnea per 20” fine dell’immersione virtuale
2)
ventilazione pedalando(simulazione di corrente) e successiva
apnea.
3)
Apnee brevi 10” alternate ad un solo atto respiratorio,
pedalando naturalmente.
Il
nuoto in piscina
Se
non si riesce a fare un corso, io tralascerei tecniche di apnea in
piscina, potenzialmente pericolose, l’aria è satura di cloro, e
anidride carbonica. E mi affiderei a qualche istruttore.
Sarebbe
utile un lavoro di condizionamento generale.
Un
modello di lavoro veramente ottimo consiste di alternare tre o
quattro stili di nuoto, alternando per ogni stile gambe e braccia.
Si eseguono come esempio 8 vasche. Si inizia con lo stile libero e
si esegue un’andata solo gambe tenendo la tavoletta tra le mani,
e il ritorno solo braccia, tavoletta tra le gambe, cosi poi per il
dorso, la rana e il delfino. Si può omettere lo stile meno
abituale.
Una
raccomandazione, non fare rana solo gambe se si soffrono disturbi
alle ginocchia.
Una
serie dovrebbe essere distanziata da 3 - 4’ dalla successiva.
Bisogna eseguire minimo due serie ed aumentare ogni due settimane
di una serie fino a raggiungere le 4 serie dopo di che si inizierà
a doppiare le frazioni di gambe della prima serie. Ogni 2
settimane si incrementerà il carico doppiando la successiva, fino
a raggiungere 4 serie doppie.
In
pratica la serie si svolge così: libero gambe – libero braccia
– libero gambe –dorso gambe – dorso braccia – dorso gambe-
e via così.
Questo
andrebbe eseguito due volte la settimana, un
terzo lavoro sarebbe da lasciare alla tecnica di nuoto e a
esercizi di velocità. Dopo otto settimane si può iniziare a
ridurre i recuperi.
I
pesi
Darò
solo delle indicazioni di massima visto la complessità e la
difficoltà ad entrare nello specifico, bisognerebbe accertarsi in
palestra di essere seguiti da un istruttore che sia
preferibilmente un diplomato ISEF o un medico, bisognerà chiedere
di eseguire un lavoro generale di muscolazione, che non abbia come
scopo l’ipertrofia, la forza resistente, che non preveda
esercizi in apnea, ma solo un miglioramento del tono in generale,
dopo un paio di mesi di lavori di base con iserite sedute di
stretching, e di mobilità articolare, secondo me ci sono
due possibili modalità di lavoro utili.
Dal
terzo mese:
esercizi
eseguiti con carichi bassi e buona velocità esecutiva
per 8 - 12 ripetizioni con tre serie per esercizio e due tre
esercizi per gruppo muscolare, dividendo il lavoro in modo da fare
16 - 22 serie a seduta per 2 o tre sedute la settimana, il
recupero tra le serie deve essere di 90” 120” e consiglio di
alternare gli esercizi tra i muscoli agonisti e gli antagonisti,
ad esempio nel caso si eseguano due esercizi per gruppo muscolare,
3 set per il petto- 3 set per la schiena – tre set per il petto-
tre set per la schiena ecc. Gli esercizi devono essere
pluriarticolari evitando gli esercizi di isolamento, ogni 4
settimane per ulteriori 4 settimane, inserire un lavoro per le
gambe da eseguire per 4 serie, qui vado sullo specifico,
Mettiamo
di pesare 70 kg e nelle 4 settimane precedenti si è usata una
pressa orizzontale, con la quale eseguivamo un carico di 60- 70 kg
in modo facile e velocemente per 12 ripetizioni, ora alla stessa
macchina utilizzeremo un peso che varia da 1,3 a 1,8 volte
il nostro peso corporeo, eseguiremo 3 – 4
ripetizioni con la massima intensità, recupereremo 2 - 4’ che
ripeteremo per 4 serie. Questo lavoro recluta molte fibre
muscolari, migliora la forza max (sistema nervoso) con un consumo
energetico basso e nessun adattamento metabolico importante delle
fibre muscolari. Dopo averlo fatto per un paio di volte in
risalita sembrerà di avere due motori, specie
nell’accelerazione dopo lo stacco dal fondo. Per quanto riguarda
gli addominali non ne farei molti, e utilizzerei esercizi di
tipo respiratorio (con espirazione forzata) utilizzandoli assieme
al diaframma, dopotutto lavorano sempre come stabilizzatori
durante gli altri esercizi.
Consigli
di uso generale: la frequenza cardiaca di lavoro dovrebbe andare
dal 40% in meno della massima per i lavori più lunghi e lenti ad
un 20% in meno della massima per i più corti e spinti.
La
si calcola sottraendo la propria età a 220.
L’ideale
sarebbe un collage di tutti gli elementi riportati sopra.
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