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Allenamento
La gestione di un
allenamento
Come gestire una singola
seduta di allenamento, la cui durata normalmente è tra i 120 e i 150
minuti? Naturalmente la singola seduta di allenamento ha obiettivi diversi
a seconda del momento della stagione, della vicinanza al giorno del match,
della situazione
fisica dei propri atleti
(stanchezza, stress, infortuni).
In
ogni caso, se è vero che il giorno del match si gioca in relazione a come
ci si è allenati, è imperativo categorico di ogni allenatore quello di
preparare ed organizzare nel migliore dei modi la seduta di allenamento.
La prima cosa, dunque, è
quella di preparare l'allenamento. Senza la presunzione di avere ormai
così
tanta esperienza da poter
improvvisare una volta arrivati in palestra. Tutti siamo stati studenti:
chi, almeno una volta, non si è accorto quando un nostro insegnante non
aveva preparato la lezione e stava improvvisando? Bene, sappiate che i
nostri atleti sono come gli studenti: ci sbugiardano immediatamente. A
scanso di rischi e di pericolose flessioni della nostra immagine e della
nostra
professionalità (anche in
questo caso gli atleti sono come gli studenti: non perdonano)
l'allenamento va
preparato, scritto, magari
con qualche esercizio di riserva da tenere sempre pronto.
Ci
sono tre elementi essenziali per preparare un buon allenamento:
1) sapere quante persone si
avranno in palestra
2) sapere quanto tempo si
avrà a disposizione
3) sapere quali saranno le
"forze" che si avranno a disposizione (numero dei palloni, degli attrezzi,
delle palle mediche, dei
carrelli, degli assistenti e quant'altro).
Ovviamente prima di questi
tre elementi c'è un cosa fondamentale da avere chiara in testa quando ci
si
siede alla scrivania e si
pensa all'allenamento del pomeriggio o del giorno dopo: l'obiettivo. Non è
affatto sbagliato, tanto per
proseguire nella metafora scolastica, seguire le indicazioni che tutti
abbiamo
ricevuto per svolgere il
tema di italiano alla scuola media o superiore:
1) definire il tema
2) preparare una tesi e gli
argomenti per sostenerla
3) preparare una variante
4) arrivare alle
conclusioni.
Insomma, dobbiamo avere
chiaro prima di entrare in palestra se l'obiettivo di quel giorno sarà
principalmente l'allenamento
della fase servizio, piuttosto che della difesa con muro a uno o del
contrattacco in primo tempo.
Questo perché sarà doveroso che anche gli atleti sappiano esattamente
quello per cui stanno
lavorando. Oltre al tema principale ci saranno alcuni temi secondari ma
collegati
al primo. Soprattutto ci
saranno delle cose che vogliamo con chiarezza dai nostri atleti. E' buona
norma
dunque spiegarle nel
dettaglio e magari prepararsi in anticipo alle correzioni che saranno
necessarie.
Occorre anche prendere in
considerazione l'ipotesi che il lavoro previsto e organizzato a tavolino
non funzioni. In quel caso è importate avere una variante pronta, un
obiettivo di riserva che permetta di non buttare via il tempo, prezioso, a
disposizione. Infine le conclusioni, che vanno condivise con gli atleti.
Come si fa con gli scout
dopo una partita, anche alla fine dell'allenamento occorre dare un
feedback agli atleti che normalmente si aspettano di sapere come si sono
allenati.
Dettaglio dell'allenamento
FASE INIZIALE (20-25
minuti):
Breve riunione
pre-allenamento con gli atleti, dove si specificano sempre e in ogni caso
gli obiettivi e
le esercitazioni che si
proporranno.
Riscaldamento, esercizi di
articolarità, allungamento, calcetto (o altro gioco), andature
coordinative,
rimessa in moto,
riscaldamento del salto a muro
FASE DI PRIMO CONTATTO CON
LA PALLA (10-15 min.):
Palla a coppie, a-b-c, palla
a coppie o terzetti attraverso la rete attaccando da 2° linea in modo da
riscaldare con gradualità il
salto per l'attacco e il colpo sulla palla. La palla è il nostro
strumento,
occorre saperla controllare
con grande qualità. In particolare nella fase pre-agonistica della
stagione,
dedico molto tempo a un
lavoro che ho mutuato dal basket: il ball handling. E' un mezzo semplice
per
"giocare" con il pallone,
imparando a controllarlo e a "comandarlo" divertendosi.
FASE DI ATTACCO LIBERO CON
LA PALLA (10-15 min.):
A rete bisogna andarci
sempre, in tutti gli allenamenti. Il momento dell'attacco libero permette
agli
schiacciatori di migliorare
la sintonia con il palleggiatore sulle palle veloci, sul 1° tempo, sulla
2° linea,
sulle combinazioni. In
questa fase non bisogna aver paura di sbagliare, occorre provare e
riprovare,
imparando tanto dagli errori
quanto dalle esecuzioni efficaci. Normalmente si ottiene un ritmo più alto
se i 2 palleggiatori restano
a palleggiare nella stessa metà campo.
PARTE CENTRALE (70-90 min.):
Questo è il momento
fondamentale, dove introdurre l'esercitazione relativa all'obiettivo
principale
dell'allenamento.
Naturalmente a inizio settimana prevarrà il lavoro analitico, la tecnica
individuale.
Man mano che ci si avvicina
al match prevarranno gli esercizi di 6 contro 6. In generale il gioco non
dovrebbe mancare mai e non
durare mai meno di un'ora (che è, con buona approssimazione, la durata
minima di un match). La
pallavolo è uno sport di situazione, dunque sviluppare il maggior numero
di
situazioni di gioco (anche
l'1 contro 1 o il 2 contro 2 sono esercizi di gioco) garantisce una
crescita
tecnica e tattica degli
atleti.
PARTE FINALE (15-20 min.):
Battuta e ricezione. E'
importante non relegare sempre e comunque il momento dedicato alla battuta
e
ricezione al termine
dell'allenamento, quando spesso gli atleti non sono in condizione
psico-fisica
ottimale. In particolare con
la rivoluzione del Rally Point System la battuta e la ricezione hanno un
indiscutibile importanza:
occorre trovare anche momenti più "centrali" per allenare questi due
fondamentali.
Rilassamento, allungamento e
breve analisi, insieme agli atleti, della qualità dell'allenamento e del
raggiungimento o meno degli
obiettivi prefissati.
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