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Parliamo di volley
Organizzare l'insegnamento
del volley
Nel momento in cui ci accingiamo a proporre i fondamentali
propri della pallavolo, molti ragazzi non hanno alcuna base sulla quale
strutturarli. Sarà opportuno verificare il loro bagaglio iniziale prima di
programmare un lavoro. A tal fine sarà anche utile valutare le capacità
condizionali (elevazione), per meglio approntare le situazioni di gioco
(altezza della rete ecc.), stimolandoli dunque nel gioco e nella varietà
di fondamentali utilizzati, piuttosto che intimorirli con l’ostacolo di
una rete troppo alta che li indurrà ad affrontare principalmente il
problema di superarla con la palla.
Naturalmente ci troveremo a lavorare con soggetti più
capaci e meno capaci della media ma, essendo in una fase di formazione non
selettiva, tenderemo ad agevolare soprattutto quest’ultima categoria.
Nella pallavolo come nel minivolley uno dei maggiori
problemi consiste nel saper colpire il pallone nel punto più alto del
proprio salto (al momento della schiacciata), oltre a saper gestire la
superficie a disposizione (soprattutto passando dal minivolley alla
pallavolo a sei). Se all’inizio non si costituiranno le basi per un
opportuno sviluppo dei fondamentali, si avranno giocatori che mirano solo
a far passare la palla in campo avversario in una situazione di
“palleggio” più che di “attacco”.
Il problema dell’attacco-difesa va visto come uno dei più
importanti, insieme alla battuta e ricezione, e la progressività
nell’allenamento deve prendere in considerazione anche e soprattutto le
prime fasi del gioco e, una rete più bassa, inciderà favorevolmente sul
numero di schiacciate e muri approntati durante una partita. Soprattutto
l’uso del muro dovrà essere maggiormente spronato, visto che, spesso, il
suo apprendimento viene rimandato, con il risultato di perdere anche due
stagioni nel suo apprendimento, quando inevitabilmente si renderà
indispensabile. L’esercitarsi su una rete troppo alta che distoglie
dall’esecuzione del gesto, in favore dell’elevazione, non sarà mai
gratificante. Al contrario, i giocatori che eseguono un muro “vincente”
hanno una sorta di soddisfazione che può essere senz’altro paragonata a
quella della schiacciata che “fa punto”.
Molte sono le difficoltà che sorgono al momento di
apprendere la rincorsa per la schiacciata, a cominciare dalla
coordinazione degli arti inferiori con quelli superiori. La proposta della
rincorsa in presenza della rete e del pallone crea, infatti, una
situazione nuova. Inizieremo quindi con l’eliminare l’alzata e
successivamente, potrà tornare utile l’interposizione di un ostacolo tra
il passo e lo stacco, che farà conseguentemente aumentare il presalto.
Altri vantaggi specifici saranno l’aumento della coordinazione,
dell’elevazione, dell’equilibrio e della visione periferica del campo.
Renderemo via, via l’azione più complessa aggiungendo un’alzata semplice
della quale sarà nota velocità e traiettoria.
Sfrutteremo in questo modo anche la rotazione dei ruoli, che si rivelerà
utile al momento di dover disputare una competizione, poiché l’aver
provato ogni situazione, renderà più facile sia la sua esecuzione, sia
l’interpretazione (e quindi la previsione) dell’attacco avversario. Prima
di richiedere eventuali esercizi, sarà buona norma avvertire di non
interrompere le azioni di gioco, ciò svilupperà le capacità di “salvare”
un’azione non perfetta anche durante una partita.
Fin dalle prime esercitazioni all’attacco bisogna abituare
i giovani non tanto a “buttare la palla al di la della rete”
indifferentemente, ma in una zona prestabilita del campo e, anche se sarà
piuttosto difficoltoso agli inizi, perlomeno si creerà una mentalità
tendente a farlo. Substrato importante ed indispensabile quando poi la
tecnica sarà acquisita.
Riusciranno in questo modo anche ad interpretare i gesti dei compagni e
degli avversari migliorando lo sviluppo di qualsiasi azione, sia essa di
difesa o di attacco. Si rivela utile, a questo proposito, inserire i
ragazzi in difesa.
La pallavolo rientra tra gli sport di situazione, in quanto
per imparare a giocare sarà necessario apprendere la tecnica ma,
altrettanto importante, sarà avere delle buone capacità di adattamento
alle mutevoli situazioni di gioco: bisognerà saper scegliere il giusto
gesto tecnico. Come tutti gli sport di squadra, tende a coinvolgere un
elevato numero di persone, soprattutto perché consentono la pratica da
parte di soggetti le cui qualità fisiche possono anche non essere
notevolmente spiccate. Molto importante risulta la coordinazione, fattore
che rende più facile esecuzione ed apprendimento dei fondamentali.
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