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Le basi per l’ultra maratona

 

Nelle gare di lunghissima durata il ritmo al km, via via che aumenta la distanza, è sempre più lento ed il consumo energetico dell’organismo riveste sempre più importanza; in pratica più aumenta la distanza, più il consumo energetico, per ogni chilometro di gara, presenterà una percentuale di utilizzo ancora maggiore di acidi grassi rispetto al glicogeno.

L’allenamento si dovrà avvalere dei seguenti mezzi: fondo lungo, medio e veloce; lunghissimo; ripetute veloci.

Per quanto riguarda il fondo lungo deve essere tenuto in considerazione il fatto che l’organismo si deve adattare a consumare una quantità sempre più consistente di acidi grassi, quindi, di base nell’allenamento di fondo lungo per questa tipologia di corse, per più della metà delle sedute settimanali, sarà necessario tenere un ritmo ad un’intensità non elevata, cioè in un range compreso tra il 70-80 % della frequenza cardiaca massima.

Il lavoro di fondo medio andrà effettuato dieci, quindici secondi più lento del fondo lungo, e contemporaneamente dovranno aumentare il numero dei chilometri, arrivando a percorrerne 20-25.

Con il fondo veloce si richiama un allenamento di tipo più qualitativo.

Nel microciclo settimanale è consigliabile inserire una seduta di fondo veloce alternato di quindici, diciotto chilometri, durante il quale i tratti veloci vanno corsi al ritmo dell’ottantacinque- novanta per cento della frequenza cardiaca massima, mentre quelli di recupero al settanta per cento. Il rapporto tra i tratti veloci e quelli lenti dovrà essere di 1 a 3 o di 1 a 4 (tre chilometri di ritmo veloce ed uno di recupero).

Il lunghissimo partirà da una trentina di chilometri sino a raggiungere una punta massima di cinquanta per le corse over 50km, nel corso della preparazione è consigliabile anche la partecipazione ad alcune maratone corse ad un ritmo più lento del 10 % - 15% rispetto al personale.

Le ripetute veloci hanno lo scopo di non far perdere dinamicità all’azione di corsa, la quale, a causa dei ritmi troppo lenti “corre” il rischio di sacrificare troppo la meccanica di corsa. Questo tipo di lavoro può essere inserito ogni due-tre settimane.

 

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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