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La maratona
L'Allenamento della Resistenza Aerobica
Se la potenza aerobica costituisce la base
qualitativa del maratoneta, la resistenza aerobica si può considerare la
base quantitativa dello specialista. Il continuo incremento nel volume dei
km. percorsi, sia nel corso dei primi anni della carriera, sia nel corso di
una stagione, risulta indispensabile per migliorare la resistenza del
meccanismo aerobico, cioè la capacità di durare a lungo.
E' tuttavia importante fare alcune
considerazioni.
Un tempo, si riteneva che lo sviluppo di un
grande volume di corsa effettuata a ritmo blando, avendo per fine la
cosiddetta "capillarizzazione", costituisse un passaggio indispensabile per
lo sviluppo del lavoro di qualità. Oggi si pensa invece che correre a ritmi
molto lenti, e comunque lontani dalla velocità di percorrenza della
maratona, non significhi affatto allenarsi per migliorare la propria
resistenza aerobica, ma soltanto costruire un sostegno di carattere generale
sul quale impostare lavori tali da sviluppare la Resistenza Specifica o
Resistenza alla Potenza, che è la vera chiave del progresso del mezzofondo
negli ultimi anni.
E' decisamente importante, nel giovane,
effettuare un congruo volume di km. a bassa intensità, in quanto ancora non
possiede una base di lavoro consolidata.
Tuttavia, quando trattiamo di atleti evoluti,
la resistenza così concepita costituisce un grosso equivoco.
Nell'atleta evoluto, correre a velocità
lontane del 25-30% rispetto a quelle di Soglia Aerobica (2 mmol/l) non
significa sicuramente sviluppare la propria resistenza.
Vi sono comunque molti km. che vengono
percorsi dai maratoneti evoluti a bassa intensità: ma questi assumono
significato di “rigenerazione” e non costituiscono parte costruttiva
dell'allenamento alla resistenza. Si tratta di quelle sedute che normalmente
chiamiamo "di scarico", e che collochiamo tra allenamenti particolarmente
impegnativi ed importanti.
Un altro momento nel quale l'atleta evoluto
effettua ancora corsa a bassa intensità è quello, di solito lontano dal
periodo speciale, in cui "allena" muscoli ed articolazioni a lavorare con
continuità molto a lungo, e la propria mente ad adattarsi a correre per
tempi lunghissimi (talora anche 3 h) a volte anche in solitudine, per
imparare meglio ad "ascoltarsi" ed a rimanere concentrato senza spendere
energie nervose.
I mezzi utilizzati per allenare la Resistenza Aerobica
sono essenzialmente i seguenti:
1.
corsa media
in progressione, o medium paced progressive run che si effettua con una
durata compresa tra 1 h ed 1h30' ad una velocità, in rapporto al ritmo
maratona (R.M.) or (M.R.P.) che varia dall' 85% iniziale al 100% finale. La
buona, anche se non elevatissima, intensità dello sforzo colloca questo
lavoro intorno ai livelli della soglia aerobica, atto perciò a costituire
adeguato sostegno del lavoro di Resistenza Speciale al Ritmo Maratona
(Special Endurance at Marathon Race Pace) che si effettua nel periodo
successivo.
2.
corsa
medio-veloce in progressione o medium fast paced progressive run se è
effettuato per una durata più ridotta 45’-60’, ma ad una intensità
leggermente superiore, tanto che la velocità di corsa va a sconfinare in
quella del Fondo Veloce, il lavoro si modifica con significati analoghi al
medio progressivo, più spostati peraltro verso l'intensità.
3.
corsa media
continua o medium paced continuous run della durata di 1h - 1h30', che si
effettua a ritmo uniforme, nella quale l'atleta risulta maggiormente
impegnato a livello mentale nella sua capacità di concentrazione estensiva.
La velocità è all'incirca corrispondente al 90% del ritmo gara. Non si
tratta di un allenamento di grande impegno, ma è comunque significativo in
un periodo a carattere generale.
4.
lungo di
durata o lungo del maratoneta (long resistance run specific for marathon
runners) che si effettua ad una velocità pari all' 80% del R. M., e che
riveste carattere essenziale sia sotto l'aspetto mentale che sotto quello
dell'adattamento alla durata delle strutture muscolari, tendinee ed
articolari. E' un lavoro che si ama svolgere in ambiente naturale, senza
controlli particolari, e che solitamente crea nel maratoneta una sensazione
di benessere e di rilassatezza, non risultando troppo impegnativo a livello
bioenergetico.
5.
lungo con
variazioni brevi o lunghe (long run with short or long variations) si esegue
per una durata piuttosto pronunciata e rappresenta un primo approccio di
lavoro speciale inserito su quello generale, ciò nell'intento di meglio
predisporre l'organismo ad allenare la propria resistenza al ritmo gara;
inoltre è opportuno effettuare già in periodi precoci alcune prove di
diversa lunghezza ed intensità, che si inseriscono su di un ritmo analogo a
quello del "Lungo di durata", al fine di sollecitare la componente
metabolica e quella biomeccanica nella direzione della velocità di gara.
6.
corsa continua su saliscendi (continuous run on rolling hills)
altrimenti conosciuta come "collinare" o "rolling Hils" che ottiene lo scopo
di incrementare anche la resistenza muscolare a livello di forza ed al
contempo di far lavorare le fibre muscolari in maniera più completa, poiché
il tipo di contrazione eccentrica che si utilizza nella discesa tende ad
aumentare la capacità propriocettiva e le capacità di reclutamento.
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