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La maratona
L'Allenamento della Resistenza Speciale
Il Periodo
Preparatorio Speciale propriamente detto si sviluppa per circa 6-8
settimane. In tale arco di tempo, che può differire leggermente a seconda
del tipo di atleta e della preparazione in precedenza svolta, l'atleta deve
esaltare le qualità in precedenza sviluppate, tentando di portare ai massimi
livelli la sua resistenza specifica al ritmo maratona (specific endurance at
marathon pace).
Lo sviluppo
contemporaneo della potenza aerobica e della resistenza aerobica, avvenuto
nella fase precedente, deve ora essere finalizzato.
Sotto
questo aspetto, ambedue i termini (potenza aerobica e resistenza aerobica)
non sono totalmente indicativi. Infatti, una elevata potenza aerobica non
significa poter correre a lungo tanto quanto la maratona richiede, così come
una elevata resistenza aerobica non significa poter correre la gara
velocemente. si tratterà perciò di sviluppare nell'ultimo periodo quelle
caratteristiche di potenza aerobica estensiva o extensive aerobic power (se
l'atleta parte da un livello di soglia anaerobica) o di resistenza aerobica
intensiva o intensive aerobic endurance (se l'atleta parte da un elevato
livello di resistenza generale) che si identificano, alla fine, anche sotto
l'aspetto metodologico.
Si tratta,
in sostanza, di estendere la propria capacità di resistere alla velocità di
gara.
Il ritmo di
gara assume in questo frangente una importanza fondamentale. Tutto ruota
intorno a tale elemento: l'organismo deve imparare a consumare a tale
velocità una quantità di glicogeno via via inferiore, e questo comporta la
possibilità di durare più a lungo al ritmo identificato.
Ecco i
mezzi utilizzati:
1.
ritmo
maratona (marathon pace). come dice il nome si tratta del tipo di
allenamento più specifico in assoluto a livello di acquisizione della
corretta sensibilità ritmica, ed è quanto mai importante per migliorare la
gestione della fase iniziale della gara. Si svolge esattamente alla velocità
della maratona, su di una distanza non inferiore ai 18 km e non superiore ai
25 km. La partecipazione a gare di mezza maratona corse come "passaggio
gara" assume proprio tale significato.
2.
resistenza
speciale estensiva (special extensive endurance). questo tipo di lavoro, già
applicato da gianpaolo lenzi con orlando pizzolato prima e salvatore bettiol
in seguito, ha raggiunto oggi significato elevatissimo nella nostra
metodologia.
3.
resistenza
speciale intensiva (special intensive endurance), che viene utilizzata come
mezzo più intensivo. In tale tipo di lavoro, la distanza complessiva è
leggermente più ridotta, ed i ritmi di percorrenza abbracciano velocità più
elevate. Gli allenamenti di resistenza speciale (special endurance)
costituiscono una estensione della potenza aerobica.
4.
resistenza
speciale estensiva - intensiva progressiva è un mezzo che si può considerare
come ulteriore evoluzione dei lavori descritti che viene usata non più di un
paio di volte prima di una maratona importante, poiché è assai utile nel
qualificare la resistenza specifica ma tende a "svuotare" il serbatoio
nervoso, richiedendo grande concentrazione e dispendio energetico assai
elevato. Non possiamo pertanto considerare tale tipo di allenamento come
facente parte dei normali mezzi utilizzati. Dipenderà dalle conoscenze
dell'allenatore, dalla sensibilità dell'atleta e dalla particolarità di
alcune situazioni l'effettuazione o meno di tali lavori, di cui forniamo
alcuni esempi :
5.
lungo
speciale (special endurance long run), che si può invece considerare una
qualificazione intensiva della resistenza aerobica. Prima di una maratona,
questo mezzo viene usato in non più di 3 sedute ampiamente distanti tra
loro. Infatti, tale tipo di lavoro richiede, per essere trasformato al
meglio, una buona freschezza fisica precedente (deve perciò essere
effettuato dopo adeguato "scarico", e deve essere recuperato con estrema
attenzione. Per la sua analogia a livello bioenergetico con la maratona,
talora viene utilizzato come simulazione della gara, riproponendo tutti i
particolari più importanti della competizione (dalla dieta iperglicidica
degli ultimi giorni alla cura nei rifornimenti). Spesso, per semplicità e
comodità, si effettua come test nel corso di una gara di maratona vera e
propria.
6.
blocco
speciale a ritmo maratona (special marathon pace block). Si tratta di un
allenamento di tipo speciale, consistente in una prima parte di avvio sulla
distanza di 10 km percorsi ad una velocità dell' 85% - 90% rispetto a quella
di gara, cui viene fatta seguire una seconda parte sulla distanza di 10 - 15
km percorsi a velocità di maratona od anche leggermente superiore. Tale
allenamento viene ripetuto 2 volte nello stesso giorno: per questo motivo si
considera come "Blocco Speciale".
Pur con
diversificazioni legate alle caratteristiche personali, il periodo di lavoro
speciale è rivolto più ad "estendere" la capacità di durare nel tempo alla
velocità di gara che ad incrementare la velocità stessa per più breve
durata. e' quindi il concetto di resistenza alla potenza che trova piena
applicazione nella tappa speciale della maratona.
Man mano che ci si avvicina al periodo della gara, è preferibile portare la
velocità di corsa con cui si effettuano i recuperi a ritmi più prossima a
quelli di gara.
Questi tipi
di sedute rivestono grande importanza, oltre che per l'orientamento
metabolico, anche perché aiutano l'atleta a capire esattamente ed a fare sue
le diverse velocità con relativo studio di sensazioni ai diversi livelli di
impegno. Divengono perciò anche un importante momento tecnico, preparando
l'atleta alle eventuali accelerazioni in gara, dovute ad avversari o a
situazioni di percorso (salite, discese, vento favorevole o contrario), che
deve assolutamente saper interpretare. Deve assolutamente rendersi conto che
sta correndo a velocità superiore a quella consentita, e deve riuscire a
recuperare in gara senza dover pagare pesanti interessi.
E'
essenziale l'esercitazione ritmica per due motivi fondamentali: uno di
carattere biomeccanico, per trovare il giusto equilibrio tra le
indispensabili tensioni muscolari e la massima economia del gesto tecnico,
al fine di spendere poco nell'azione di corsa; l'altro di carattere
bioenergetico, poiché le fibre muscolari si devono adattare a "costruire" ed
utilizzare al meglio quella miscela di zuccheri ed acidi grassi ottimale per
portare a termine la prova senza flessioni.
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