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La maratona
Il serbatoio del maratoneta
Il corridore di maratona, ad ogni livello, è
un atleta aerobico “l’aerobico per eccellenza”, e deve quindi disporre di
una grande efficienza dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio, e di
un ottimale utilizzo dell'ossigeno trasportato ai muscoli in periferia
attraverso l'efficienza dell'attività degli enzimi mitocondriali.
Quanto più l'atleta corre velocemente, tanto più attinge alle
scorte di glicogeno presente a livello muscolare. Tutti sanno come, correndo
lentamente, si utilizzi soprattutto il metabolismo degli acidi grassi,
mentre a mano a mano che si aumenta la velocità di percorrenza ci si sposta
verso l'utilizzo del glicogeno, fino a superare la soglia anaerobica con
conseguente accumulo di lattato.
A livello di Soglia Anaerobica
(SAn), convenzionalmente identificata intorno ai 4 mmol/l (anche se in
realtà può variare a seconda del soggetto), che per il tecnico assume il
significato della potenza del motore aerobico (aerobic motor power) del
maratoneta, un atleta ben allenato può correre per circa 1 ora, nella
quale esaurisce completamente il glicogeno muscolare posseduto. E' pertanto
evidente che, in tutte le specialità di durata inferiore ad 1 ora (quindi
dalla mezza maratona in giù), il problema essenziale che si deve affrontare
è quello di incrementare la POTENZA (POWER) utilizzando al meglio il
meccanismo lattacido, attraverso una sapiente interazione tra aerobico ed
anaerobico nello sviluppo della resistenza specifica per la gara prescelta.
La maratona costituisce per contro l'unica specialità olimpica dell'atletica
leggera nella quale l'obiettivo primario è quello di ridurre i consumi al
fine di durare più a lungo.
Uno degli obiettivi fondamentali nell'aumento della
resistenza specifica del maratoneta
è quello di aumentare la capacità di diffusione del lattato, prodotto nel
muscolo, verso il sangue, e la capacità di smaltimento dal sangue stesso
utilizzando al meglio quegli organi (muscoli, fegato, cuore, reni) in grado
di riutilizzarlo. La capacità di produrre alte dosi di lattato non è perciò
di per sé negativa, se combinata con una elevata capacità di smaltimento: al
contrario, costituisce in molti casi una indicazione di grande potenzialità
aerobica.
In gara è importante non invadere lo spazio
lattacido correndo sopra i livelli di soglia anaerobica, per non esaurire
precocemente le scorte glicolitiche.
Obiettivo primario dell'allenamento della
maratona è pertanto quello di acquisire la velocità precisa per ogni km.
alla quale affrontare la competizione, e la conoscenza delle velocità alle
quali è più opportuno correre nell'intento di migliorare il meccanismo
aerobico, a seconda che ci si voglia riferire all'aspetto POTENZA (POWER) od
a quello RESISTENZA (RESISTANCE).
Dalla precisione nello stabilire queste
velocità e dalla esatta distinzione che l'atleta riesce, nel tempo, a fare
di esse, dipendono infatti gran parte dei successi in gara.
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Versante muscolare |
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Versante organico |
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Forza fondamentale |
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Resistenza generale
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Forza resistente
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Resistenza aerobica |
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Res.lattacida
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Resistenza aer. intensiva
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Pot.aer. intensiva
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Potenza aer.estensiva |
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Resistenza alla potenza (resistenza
speciale) |
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Gara |
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