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Le capacità condizionali
Cos'è la forza
La forza è l’energia
prodotta dai muscoli per opporsi ad una resistenza esterna.
Essa dipende non
soltanto dalla massa muscolare (un muscolo sarà tanto più forte quanto
maggiore è il diametro delle fibre che lo c ompongono), ma anche dalla
capacità del sistema nervoso di stimolare molta tensione nel muscolo
stesso. Per poter utilizzare gradi superiori di forza, infatti, il sistema
nervoso aumenta la frequenza degli impulsi mettendo in azione il maggior
numero possibile di fibre muscolari.
Gli altri fattori che
influenzano la forza sono le capacità coordinative, nonché la corretta
esecuzione del gesto atletico. Si possono individuare tre tipologie
fondamentali di forza: massimale, veloce e resistente.
Per la forza non
dobbiamo e non possiamo fare di tutta l'erba un fascio.
Un sollevatore di pesi può trarre un
giovamento generale dalla forza e resistenza muscolare che si effettua in
ginnastica aerobica con i pesetti o gli elastici, giovamento che però non è
specifico per le sue esigenze di prestazione sportiva; lo stesso dicasi per
un velocista di atletica leggera, il quale ha ovviamente bisogno di
mantenere iper-efficienti soprattutto le sue fibre bianche con allenamenti
di forza elastica, veloce e reattiva, spesso e volentieri balistici.
La semplice e sempre attuale
definizione di forza dei nostri padri dell'Educazione Fisica è la seguente:
possibilità muscolare di opporsi o di vincere una resistenza sottoforma di
massa contraria. Quando andiamo ad esaminare quanta resistenza, per quanto
tempo ed a che velocità di esecuzione allora stiamo esaminando i vari "tipi"
di forza.
Quindi, se si effettuano attività in
cui un gruppo muscolare vince o si oppone ad una resistenza qualsiasi (anche
la forza di gravità), applichiamo una forza.
Esistono due situazioni che
caratterizzano lo "stato" muscolare: il tono ed il trofismo.
Il tono, come si sa, è la minima
contrazione basale, continuamente presente, che permette alle fibre
muscolari di rispondere efficacemente ad un superiore stimolo di
contrazione, non scompare mai se non in particolari attività di
rilassamento, tende ad aumentare con l'attività fisica di qualsiasi tipo ma,
alle volte, può essere squilibrato da ipocinesia, ipertrofia e/o problemi al
sistema nervoso centrale.
II trofismo esprime la qualità
muscolare di corrispondere efficacemente a stimoli di elevato contenuto e
consumo energetico all'interno della fibra muscolare stessa.
L'attività muscolare può e deve essere
sollecitata, per un ottimo fitness, a misura d'uomo. Il benessere globale
cioè prevede qualità di forza che un completo allenamento dovrebbe
salvaguardare; ad esempio, gli arti inferiori posseggono doti naturali e
funzionali che si esprimono e si sviluppano correndo e saltando, anche da
adulti. Ormai in quasi tutte le palestre nè si corre nè si salta più. Un
altro esempio riguarda la muscolatura lombare, essenziale cintura di
mantenimento della fisiologica lordosi, che ormai viene quasi soltanto
allungata e molto raramente atrofizzata, con il risultato che spesso le
vertebre lombari si squilibrino perché non sostenute dall'unica muscolatura
che sta in loro contatto, che non è certo quella addominale.
Riassumiamo brevemente le varie
essenziali tipologie della forza:
·
forza massima o
massimale: massimo valore di forza esprimibile con la contrazione di tutte
le fibre muscolari;
·
forza statica: forza che
si esprime con minima escursione muscolare per lo più equilibrante (vedi
ginnasta o funambolo); è di basilare importanza in quanto sollecita il
circuito gamma e il sistema extrapiramidale;
·
forza veloce:
applicazione della forza con contrazioni e decontrazioni muscolari efficaci,
dipendenti dalla velocità di esecuzione; e' molto utile svilupparla in età
evolutiva;
·
forza elastica:
applicazione della forza che sfrutta la qualità elastica del muscolo;
·
forza reattiva:
applicazione della forza che sfrutta la qualità di reazione muscolare a
stimoli a volte unici, a volte ravvicinati in rapida successione.
Quando si cerca di far durare nel tempo
le applicazioni di tali forze, ovviamente senza eccessiva diminuzione
dell'efficacia, si parla di "resistenza alla forza".
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