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Scherma

Allenamento

Sviluppo della forza veloce e della resistenza alla forza veloce

La muscolatura dello schermidore deve essere forte, ma non voluminosa, affinché non costituisca un peso inutile  da portarsi a spasso per la pedana. Abbiamo visto che la forza veloce è la principale qualità degli arti superiori dello schermidore in quanto lo stesso deve essere in grado di esprimere una notevole energia dinamica; contemporaneamente deve anche avere la capacità di mantenere a lungo nel tempo questo tipo di lavoro muscolare.

Il sovraccarico caratterizza questo tipo di esercizi e non deve essere eccessivamente elevato, perché altrimenti non sarebbe possibile né esprimere un’alta velocità del gesto né ripeterlo per un tempo sufficientemente lungo. La resistenza da spostare può essere costituita da un peso rappresentato dal proprio corpo, da un attrezzo oppure dal peso del partner.

In questo caso il tipo di attività attraverso la quale vengono eseguiti gli esercizi dovrebbe essere di tipo dinamico, in questo tipo di allenamento la tensione muscolare si mantiene costante per tutta la durata della contrazione e le contrazioni sono concentriche o dinamiche.

Per quanto riguarda la forza veloce, lo scopo principale è la necessità di reclutare nel più breve tempo possibile il maggior numero di fibre muscolari, per ottenere un gesto veloce che si opponga alla resistenza dell’arma. I carichi non devono essere assolutamente elevati e la durata dell’esercizio deve essere tale da non procurare un eccessiva stanchezza.

Per la resistenza alla forza veloce gioca un ruolo essenziale la capacità di spostare  o sopportare carichi, nel nostro caso non eccessivamente elevati, per lunghi periodi di tempo. Il lavoro di resistenza deve implicare una durata sufficiente all’attività e con un grado di mobilitazione tale da condurre ad un affaticamento notevole. Sono utili per questo tipo di lavoro gli esercizi in circuito, ovvero scegliere 3-5 esercizi con un carico leggero ed un numero di ripetizioni ridotto (6-8), da eseguire consecutivamente senza interruzione, al termine del circuito il recupero tale da permettere di riprendere la serie successiva senza percepire la fatica che arriverà inesorabilmente dopo l’inizio del circuito.

L’efficacia dell’allenamento è ampiamente influenzata dall’intensità del lavoro: un’intensità elevata con carichi leggeri ed un tempo di pochi secondi (7-9 secondi) determinano il coinvolgimento del sistema anaerobico; la stessa intensità, gli stessi carichi ed un aumento del tempo di esecuzione (20-45 secondi) determinano l’apparizione del lattato; infine, un’ulteriore elevazione dell’intensità, un lieve aumento del carico e della durata dell’esercizio, portano ad un lavoro di resistenza alla presenza di lattato in condizioni di velocità.

 

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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