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Allenamento
L’impegno muscolare degli
arti superiori per resistere alla forza veloce
La necessità da parte degli arti superiori
dello schermidore di eseguire, nel corso del combattimento, una numerosa
serie di gesti tecnici protratti a lungo nel tempo, può comportare la
comparsa di un affaticamento muscolare, che viene concettualmente definito
con il termine di fatica e che sorge in seguito alle continue
sollecitazioni psico-fisiche, determinando un irrigidimento localizzato in
corrispondenza o della spalla o del braccio o dell’avambraccio o della
mano. Questo tipo di affaticamento muscolare, raramente compare nelle fasi
iniziali della competizione, presentandosi invece verso la fine, momento
meno opportuno in quanto potrebbe compromettere l’esito di un buon
risultato finale, determinando una diminuzione della capacità di
prestazione.
I risultati di alcuni test specifici da
sforzo hanno sottolineato che la scherma pone esigenze elevate alla
capacità di prestazione anaerobica-alattacida, ma in seguito ad uno sforzo
tecnico prolungato nel tempo la capacità di precisione diminuisce
notevolmente, determinando una minore precisione nel portare a segno la
stoccata. In base a quanto detto, per sopportare i prolungati carichi di
lavoro durante il combattimento è importante da un lato attivare
rapidamente le immediate riserve energetiche che il nostro organismo
offre, in modo da avere un immediata fonte da cui attingere energia per la
forza veloce, dall’altro tollerare il lattato che si accumula durante i
combattimenti migliorando la capacità di resistenza alla forza veloce.
È importante precisare che la capacità di
tollerare il lattato è data sia dallo sviluppo dei presupposti aerobici
della prestazione, i quali portano a ritardare la formazione del lattato
in carichi intensi, sia dalla tipologia nervosa, in questo caso atleti che
reagiscono d’impulso raggiungono una mobilizzazione di lattato
notevolmente più elevata degli atleti più riflessivi. Questa differenza si
evidenzia anche nel comportamento durante il combattimento (atleti più
aggressivi e più tecnici); quindi l’allenamento di questo tipo di
capacità, il cui scopo è elevare la resistenza alla mobilizzazione di
lattato nei movimenti di forza veloce degli arti superiori, deve anche
tenere conto degli aspetti citati, in modo da renderlo individualizzato. |