Benvenuti  su  TrainerNet  il  portale  dello  sport

Sci e sport invernali

Allenamento

 

Presciistica

 

Andare a sciare senza nessun allenamento può essere fatale. Mal di schiena e sensazione di eccessiva stanchezza si possono evitare arrivando in pista preparati con una buona dose di presciistica nelle gambe. Non solo, ma con pochi minuti al giorno di esercizio si può ridurre sensibilmente il rischio di infortunio e migliorare sensibilmente la propria sciata e, ovviamente, il divertimento.

 

La presciistica deve cominciare 8-10 settimane prima di tornare sulla neve. Bisogna aumentare la propria capacità di lavoro, puntando a un incremento progressivo della quantità e della intensità del carico.

 

Gli obiettivi sono i seguenti:

la resistenza e la potenza aerobica con corsa, step e bicicletta;
la forza muscolare con esercizi a corpo libero e con i pesi;
l' agilità con esercizi di equilibrio;
la mobilità con lo stretching;
la velocità e la resistenza anaerobica con delle serie di scatti brevi effettuati in corsa e recupero incompleto della fatica tra uno scatto e l'altro

Particolare attenzione, poi, va rivolta allo sviluppo della forza esplosiva e della reattività. Fondamentali sono gli esercizi pliometrici che mettono in condizione il sistema neuromuscolare di affrontare dossi, ammortizzare buche ed eseguire in rapida successione movimenti di front-side e back-side.

 

Prima di cominciare è necessario effettuare un adeguato riscaldamento che condizioni il fisico agli esercizi di potenziamento che seguiranno. Corsa, salti alla funicella, step (scalino di casa), cyclette, ecc. l’importante è cominciare lentamente, mantenendo un’intensità blanda per circa dieci, quindici minuti.


Stretching

Di fondamentale importanza sono gli allungamenti, ed è meglio insistere sugli arti inferiori. Anche in questo caso cinque, dieci minuti possono bastare, quindi accennare delicati movimenti rotatori di collo, spalle, polsi, bacino, anca, caviglie, ecc., 5’-10’ . Inoltre è molto importante allungare i muscoli coinvolti dall’allenamento a fine seduta per 5’-10’.

 


Potenziamento dedicato agli arti inferiori.

Esercizi a carico naturale

Affondi laterali e frontali, sono facilmente eseguibili da tutti in base alla preparazione individuale.

Eseguire gli affondi tenendo le mani sui fianchi.

5 ripetizioni di affondi per ogni gamba per 5 serie con 3’ di recupero tra le serie.

Le ripetizioni possono aumentare fino a 10-12

 

Esercizi con sovraccarico

Trovare una parete solida (anche un muro della propria casa), prendere due pesi da 2 o 4 kg ciascuno. Appoggiare la schiena alla parete e piegare le ginocchia a 90°. In pratica dovremmo trovarci in una posizione simile a quella in cui ci troveremmo se fossimo seduti su una sedia. L'unica differenza è che la sedia non c'è e nelle nostre mani sorreggeremo i due pesi da 4 kg (o di diverso peso a secondo del nostro allenamento). Manteniamo questa posizione con schiena eretta e ginocchia piegare e piedi davanti a noi per circa 30 secondi. Dopo un breve riposo ripeteremo l'esercizio altre due volte (3 ripetizioni in tutto da 30 secondi ciascuna)

 

Scegliere un appoggio a circa150 cm da terra dove appoggiarsi con le mani mantenendosi in posizione eretta. Piegare un ginocchio in modo da appoggiare il piede corrispondente sull'altro ginocchio. A questo punto saremo in piedi su una sola gamba e con l'altro piede sull'altro ginocchio. Effettuare 15 piegamenti su un ginocchio e poi 15 sull'altro scendendo senza piegare la schiena (ma solo il ginocchio) tenendosi attaccati con le mani all'appoggio scelto. Effettuare tre ripetizioni dell'esercizio.

 

Equilibrio

 

Gli esercizi pliometrici Consistono nel sottoporre un distretto muscolare, principalmente i muscoli estensori delle gambe, a una azione di stiramento (quando il muscolo si allunga) seguita immediatamente da uno sforzo di tipo concentrico (quando il muscolo si accorcia).
In questo modo la muscolatura estensoria, quando è sottoposta a stiramento in stato di tensione, accumula una certa quantità di energia che utilizza nella contrazione successiva, aumentando così l'intensità. La fase di stiramento, però, deve essere brevissima, perché, altrimenti, la maggior parte dell'energia si disperderebbe sottoforma di calore e non sarebbe disponibile per la seguente azione concentrica. Gli esercizi pliometrici più comuni sono quelli caratterizzati da salti verso il basso da una certa altezza, seguiti da un immediato rimbalzo verso l'alto o verso l'avanti. L'altezza ottimale di caduta dipende, ovviamente, dalle capacità di ogni singolo individuo ad ottenere i migliori risultati in altezza o in lunghezza e, mediamente, si aggirano tra i 45 e i 55 cm. Nell'ambito di una seduta di allenamento sono sufficienti 6-7 serie di 5-6 ripetizioni ciascuna, con un buon margine di recupero (2-3 minuti) tra le serie.
Una valida alternativa ai salti in basso per l'incremento della forza esplosiva è rappresentata dai balzi, che possono essere realizzati in tre modi:

 

balzi alternati: rimbalzo rapido e potente passando dal piede destro a quello sinistro;
balzi successivi: rimbalzo rapido e potente sullo stesso piede;
balzi "a rana": partendo dalla posizione di semiaccosciata con il ginocchio flesso a circa 90° e i piedi pari si esegue una rapida estensione in avanti-alto, ripetendo in successione continua.
Perché l'allenamento con balzi sia proficuo è necessario che in una singola seduta se ne compiano almeno un centinaio suddividendoli tra i tre tipi che conosciamo, in serie di 10 ripetizioni ciascuna, sempre con tempo di recupero attorno ai 2-3 minuti.

Una volta sulla neve, il nostro corpo deve essere in grado di rispondere alle richieste di stabilizzazione che le articolazioni, tramite i muscoli, ci richiedono. Specifici recettori, sensibili agli stimoli che vengono trasmessi dall'esterno, sono in grado di informare i centri motori responsabili della posizione e dell'atteggiamento del corpo e delle sue parti.
Contemporaneamente, regolando e distribuendo adeguatamente il tono muscolare, ci permettono di eseguire correttamente qualsiasi tipo di movimento.

 

Sedute di corsa

Questo genere di allenamento consente di allenare in modo più specifico l’apparato cardiocircolatorio.

Consiglio due sedute a settimana una di fondo lento ed una d’intervall training

Il fondo lento consiste in una corsa lunga a ritmi blandi, ad esempio 30’–40’–50’-60’ a seconda delle possibilità

L’intervall training è costituito da un adeguato riscaldamento, 15’-20’ di corsa lenta, quindi da allunghi di media lunghezza (400mt) da effettuare in progressione di velocità, ad esempio 5 volte 400-500metri con un recupero di 2’-3’ di corsa lenta



 

Tavolette propriocettive
Sono consigliabili esercizi che migliorano l’equilibrio utilizzando le tavolette propriocettive  che generalemtne si trovano nelle palestre, ne sconsiglio l’acquisto in quanto sono abbastanza costosa.

La ginnastica propriocettiva, utilizzando attrezzi instabili, aiuta ad affinare questa capacità, ad abituare il nostro corpo a situazioni di disequilibrio alle quali porre rimedio velocemente.
Gli esercizi più consigliati sono i seguenti:
rimanere in equilibrio sulla tavola di Freeman assumendo la posizione di sciata;
cercare di mantenere un pallone in equilibrio sopra un altro tenuto con le mani;
eseguire gimcane camminando su attrezzi instabili (palla medica morbida, mezze sfere di legno, la stessa tavola di Freeman), ma attenzione a questi esercizi per l’alta percentuale di possibilità di cadere ed infortunarsi.

 

 

 

|Garanzie di responsabilità|Diritto d'autore|Bibliografia|

 

Ideato, progettato e realizzato da Leonardo Mazzetti

Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

TrainerNet® 2004 - 2005

Risoluzione consigliata: pixel 800x600 1024x768 - carattere Verdana - visualizza carattere me