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Capacità
coordinative
La coordinazione
Il tennis è un gioco ad
elevato contenuto tecnico; in termini fisiologici questo significa che richiede
una elevata coordinazione neuromuscolare per la perfetta esecuzione dei
movimenti. La coordinazione si realizza attraverso due meccanismi: una esatta
percezione della posizione del corpo e dei segmenti corporei nello spazio
(quindi una precisa sensazione su come il corpo si sta muovendo), la possibilità
di correggere l’esecuzione del movimento nel corso del movimento stesso.
La coordinazione
neuromuscolare rispecchia il ruolo integratore del cervelletto. Il cervelletto
in effetti gioca un ruolo predominante nella funzione di apprendimento ed
esecuzione di un gesto.
L’esempio del servizio nel
tennis viene spesso riportato come esempio del ruolo svolto dal cervelletto
nell’apprendimento. Il neofita sbaglia grandemente alle prime prove nel lancio
della palla e nel momento e nel modo di colpirla. Ma per prove successive
l’esecuzione migliora: il cervelletto lavora appunto come un correttore di
errore; la correzione avviene come si dice per "trials and errors" attraverso
cioè ripetuti tentativi tenendo conto degli errori commessi. Si parla di memoria
cerebellare in quanto un movimento ben appreso non viene più dimenticato anche
se l’esercizio non viene praticato per lungo tempo. L’esecuzione corretta di un
gesto implica l’attivazione di alcune vie neuronali preferenziali e quindi una
sequenza di attivazione muscolare ben precisa.
Queste considerazioni
hanno importanza nel suggerire che l’apprendimento di un gesto ad elevata
complessità tecnica si realizza meglio nell’età dello sviluppo, quando esiste
ancora la cosidetta "plasticità neuronale", la possibilità cioè di sviluppare
preferenzialmente alcune vie neuroniche finalizzate all’esecuzione ottimale del
movimento stesso.
Oltre
alla componente tecnica, il tennis agonistico richiede una chiara visione del
gioco e quindi una strategia che va adattata caso per caso alle caratteristiche
dell’avversario.
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