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Concetti Generali
Cos'è l'allenamento
Per comprendere la teoria dell’allenamento
è indispensabile darne una definizione. Da un punto di
vista letterale
allenamento significa "dare lena", ma leggendo i vari testi specializzati
in materia, ho constatato le svariate definizioni che vengono attribuite a
questo termine; quindi mi sono domandato se gli autori avessero mai
chiesto agli atleti cos’è per loro l’allenamento, in quanto sono loro, gli
atleti, l’oggetto dell’allenamento.
Essi hanno
risposto, in sostanza, che per loro rappresenta un’insieme di pratiche
attraverso le quali condizionano il loro organismo (inteso in un unico
insieme psico-fisico) al fine di fargli raggiungere una trasformazione
tale da permettergli di sostenere una determinata prestazione sportiva. Io
aggiungo che l’allenamento deve garantire un buono stato di salute
generale, uno sviluppo psico-fisico corretto, ed una conoscenza
tecnico-tattica della disciplina specifica. Quindi l’allenamento è
condizionamento e adattamento dell’organismo. Partendo da una determinata
condizione psico-fisica iniziale variabile da soggetto a soggetto,
l’allenamento modifica tale condizione, sempre ed in ogni caso. Le
trasformazioni che avvengono nell’organismo non sono immediate tantomeno a
lungo termine, quindi ci troviamo di fronte a due importanti fattori che
condizionano l’allenamento: il tempo necessario per raggiungere una
condizione psico-fisica tale da sostenere la prestazione sportiva e il
mantenimento di tale condizione.
Eccoci quindi
arri vati al momento di verificare se tutto il lavoro svolto darà i suoi
frutti: l’evento sportivo. Non tutti gli atleti hanno come obiettivo la
vittoria, anche se nel loro intimo ci credono sempre, ma gli obiettivi
variano in base alle situazioni soggettive, chi vuole arrivare in finale,
chi non ha mai passato un turno eliminatorio e vuole riuscirci a tutti i
costi, chi vuole battere il proprio amico a tennis e non riesce mai a
farlo, chi vuole smettere di arrivare sempre ultimo quando va a correre
con i colleghi di lavoro, ecc…. Da qui si può facilmente dedurre che
l’allenamento non è solo per l’atleta di alto, medio o basso livello, ma
anche per lo sportivo in generale o per colui che vuole sentirsi in forma
E’ nel momento in cui vengono raggiunti i propri obiettivi che l’atleta si
rende conto che se non avesse raggiunto un perfetto stato di forma al
momento giusto della competizione, non avrebbe potuto superare tutte le
difficoltà le quali si intersecano in una serie infinite di variabili che
possono essere interne (personali) ed esterne (avversari, ambiente ecc…).
L’allenamento,
quindi, determina delle modificazioni sia organiche che psicologiche. Le
modificazioni organiche sono: anatomiche, fisiologiche, ultrastrutturali e
funzionali, come, per esempio, l’aumento di massa, la perdita di grasso in
eccesso, l’ipertrofia cardiaca, una maggiore capacità polmonare,
bradicardia, aumento mitocondriale nelle cellule muscolari, aumento di
forza, di resistenza o di velocità ecc…. Le modificazioni psicologiche
riguardano aspetti personali ed esterni come, per esempio, l’evoluzione
della personalità, la paura della prestazione, la paura di vincere, la
tensione pre-gara, lo stress, la troppa sicurezza dei propri mezzi, le
aspettative proprie e degli altri etc... Tutte le modificazioni che si
verificano hanno delle variabili determinate dall’età, dal sesso e dagli
stimoli ambientali.
Per portare a
buon termine l'allenamento è indispensabile aver chiaro l'obiettivo
prefissato e sciegliere correttamente i mezzi adatti allo scopo,
adoperandoli con criterio. |