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Elaborazione allenamento
I microcicli
Una
sola seduta, però, non può rendere l’idea delle tendenze dell’allenamento,
in sostanza non si evidenziano gli obiettivi del microciclo in quanto la
singola seduta può essere di natura diversa ed avere obiettivi diversi.
È la
sequenza delle singole unità di allenamento che determina la struttura e
gli obiettivi del microciclo.
I
microcili possono essere di vari tipi:
o
di preparazione
generale, e l’obiettivo è la ricerca della massima quantità di carico con
un’intensità di lavoro moderata, ma con carico gradualmente crescente;

o
preparatori alla
competizione, in cui il carico massimale viene diminuito per favorire
l’intensità di lavoro che ora è in aumento ed è nella fase di massima
evoluzione;
o
pre-gara, il carico
di lavoro viene drasticamente diminuito per favorire una freschezza
psico-fisica generale in vista dell’evento agonistico;
o
post-gara, il carico
di lavoro e l’intensità sono minimi per compensare l’affaticamento
organico dovuto allo stress psico-fisico della competizione.
Per la
durata di un microciclo non esiste una regola precisa, ma la tendenza è di
farlo durare una settimana; per ogni microciclo si determinano alcuni
elementi che caratterizzano l’allenamento: il numero ed il momento delle
unità d’allenamento; la distribuzione dei contenuti e del volume nelle
singole sedute d’allenamento; la regolazione dell’intensità con cui le
sedute vanno eseguite. In considerazione di tali elementi il problema
principale per la strutturazione di un microciclo è la strutturazione
delle richieste globali di carico, in quanto devono essere presi
necessariamente in considerazione i processi di affaticamento e di
supercompensazione che si presentano all’interno di un microciclo.
L’evolversi dell’affaticamento può suddividersi in due fasi: nella prima
si presenta un riduzione generale della capacità di prestazione,
determinata dalle varie sollecitazioni, ma che ben presto può essere
rigenerata; nella seconda fase, l’accumulo dei residui di carico porta ad
un affaticamento proiterato nel tempo e ad una riduzione importante della
capacità di prestazione che non può essere recuperata a breve termine.
Questa seconda fase di affaticamento è facilmente supponibile che possa
presentarsi nell’ultima parte del microcliclo, motivo per cui i recuperi
devono essere molto ben programmati. Per impostare un microciclo, quindi,
si possono ipotizzare due o tre strutture con diversi picchi di carico.
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