Benvenuti  su  TrainerNet  il  portale  dello  sport

Allenamento

Elaborazione allenamento

 

I microcicli

 

Una sola seduta, però, non può rendere l’idea delle tendenze dell’allenamento, in sostanza non si evidenziano gli obiettivi del microciclo in quanto la singola seduta può essere di natura diversa ed avere obiettivi diversi.

   È la sequenza delle singole unità di allenamento che determina la struttura e gli obiettivi del microciclo.

   I microcili possono essere di vari tipi:

o       di preparazione generale, e l’obiettivo è la ricerca della massima quantità di carico con un’intensità di lavoro moderata, ma con carico gradualmente crescente;

o       preparatori alla competizione, in cui il carico massimale viene diminuito per favorire l’intensità di lavoro che ora è in aumento ed è nella fase di massima evoluzione;

o       pre-gara, il carico di lavoro viene drasticamente diminuito per favorire una freschezza psico-fisica generale in vista dell’evento agonistico;

o       post-gara, il carico di lavoro e l’intensità sono minimi per compensare l’affaticamento organico dovuto allo stress psico-fisico della competizione.

   Per la durata di un microciclo non esiste una regola precisa, ma la tendenza è di farlo durare una settimana; per ogni microciclo si determinano alcuni elementi che caratterizzano l’allenamento: il numero ed il momento delle unità d’allenamento; la distribuzione dei contenuti e del volume nelle singole sedute d’allenamento; la regolazione dell’intensità con cui le sedute vanno eseguite.  In considerazione di tali elementi il problema principale per la strutturazione di un microciclo è la strutturazione delle richieste globali di carico, in quanto devono essere presi necessariamente in considerazione i processi di affaticamento e di supercompensazione che si presentano all’interno di un microciclo. L’evolversi dell’affaticamento può suddividersi in due fasi: nella prima si presenta un riduzione generale della capacità di prestazione, determinata dalle varie sollecitazioni, ma che ben presto può essere rigenerata; nella seconda fase, l’accumulo dei residui di carico porta ad un affaticamento proiterato nel tempo e ad una riduzione importante della capacità di prestazione che non può essere recuperata a breve termine. Questa seconda fase di affaticamento è facilmente supponibile che possa presentarsi nell’ultima parte del microcliclo, motivo per cui i recuperi devono essere molto ben programmati. Per impostare un microciclo, quindi, si possono ipotizzare due o tre strutture con diversi picchi di carico.

 

 

|Garanzie di responsabilità|Diritto d'autore|Bibliografia|

 

Ideato, progettato e realizzato da Leonardo Mazzetti

Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

TrainerNet® 2004 - 2005

Risoluzione consigliata: pixel 800x600 1024x768 - carattere Verdana - visualizza carattere medio