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Le capacità condizionali
Allenabilità
La mobilità
articolare è una delle componenti essenziali nella realizzazione dei
movimenti del corpo e delle sue singole parti. Si identifica come la
capacità di eseguire dei movimenti del corpo intero o dei singoli segmenti
corporei con la massima ampiezza consentita dalle strutture anatomiche.
L'età infantile è
quella in cui si hanno crescite significative della mobilità articolare,
anche se l'età puberale è ritenuta da alcuni studiosi come quella del
massimo sviluppo. Resta comunque la fascia d'età 8/14 anni quella in cui
bisogna maggiormente esercitarsi, poiché in popolazioni poco o male
allenate si riscontra un maggior tono muscolare accompagnato da una forte
riduzione della mobilità.
Questa può essere
limitata dai seguenti fattori:
·
rigidità dei tendini e dei legamenti;
·
la forma particolare delle ossa;
·
il contatto delle vicine parti del
corpo;
·
la resistenza dei gruppi muscolari
che si oppongono al movimento specifico.
L'allenamento della
mobilità deve interessare tutti i settori muscolari e deve possibilmente
svolgersi al termine di ogni seduta oltre che all'inizio. Si possono
distinguere gli esercizi di allenamento della mobilità nei seguenti tipi:
·
movimenti con molleggio
(sconsigliabili);
·
movimenti di slancio;
·
movimento di allungamento graduale o
stretching.
Lo stretching può
essere eseguito con il metodo classico o con la tecnica conosciuta con la
sigla PNF (facilitazioni neuromuscolari propriocettive). Nel primo caso si
assume una posizione di allungamento di un muscolo lentamente, per poi
mantenerla per circa trenta secondi; l’operazione può essere eseguita più
volte. Nel secondo caso, dopo aver assunto una posizione di allungamento
del muscolo interessato, si compie una contrazione dello stesso per circa
quindici secondi, quindi lo si allunga
ulteriormente. L'esecuzione costante dello stretching dà i seguenti
benefici:
·
favorisce la sensazione di
rilassamento del corpo;
·
previene dagli infortuni;
·
favorisce una migliore circolazione
del sangue;
·
migliora il recupero;
·
migliora la mobilità.
In virtù di questi
benefici, si consiglia a tutte le persone, sportive e non, di fare lo
stretching quotidianamente, sino a farlo diventare un’abitudine
consolidata.
Tra le varie qualità
fisiche necessarie ad un atleta per raggiungere un alto grado di
prestazione, la mobilità articolare rappresenta quella che richiede più
tempo per il suo sviluppo: ad ogni modo, non sono necessari anni per
acquisire gradi elevati di questa qualità fisica, sempre che il programma
di allenamento sia ben costruito secondo le tecniche più efficaci.
La flessibilità è la
qualità che si acquista più lentamente, ma è anche quella che si perde con
meno facilità, poiché può essere facilmente mantenuta con brevi richiami
di particolari esercizi.
I principi di
allenamento che permettono di raggiungere i massimi risultati possono
essere così riassunti:
·
effettuare sempre un adeguato
riscaldamento prima di ogni sessione di allenamento e prima di ogni seduta
di stretching (un adeguato riscaldamento deve essere sempre progressivo e
deve portare l'atleta in regime aerobico);
·
rispettare la corretta sequenza negli
esercizi di stretching, terminando sempre ogni sessione di allenamento con
lo stretching PNF (solo dieci minuti di stretching PNF possono garantire
una flessibilità superiore);
·
gli esercizi di forza vanno eseguiti
sempre al proprio range articolare massimo, altrimenti i muscoli tendono
ad adattarsi ad archi di movimento limitati, riducendo così la mobilità
articolare.
Non sovrallenare mai
la muscolatura i muscoli stanchi sono meno forti ed elastici.
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