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Training evolution
Le capacità coordinative
Le capacità
coordinative sono fondate sulla capacità di organizzare e regolare il
movimento.
Queste capacità si basano sulle
condizioni neurologiche, fisiologiche e psicologiche del soggetto attraverso le
quali lo stesso può apprendere, organizzare, controllare ed organizzare il
movimento.
Il pieno
sviluppo di queste capacità si
realizza nell’arco d’età tra i 6 ed i 10-11 anni (a differenza delle cap.
condizionali che si realizza tra i 12 ed i 17-18 anni).
Il corretto sviluppo delle cap. coord. si
realizza solo quando sono state correttamente apprese le abilità motorie (caminare,
correre, saltare, lanciare, afferrare, calciare, arrampicarsi, rotolare,
strisciare ecc..) che vengono sviluppate negli anni precedenti. Le capacità
coordinative a loro volta influenzano le abilità motorie acquisite,
migliorandole, inoltre negli anni successivi si integreranno con lo sviluppo
delle capacità condizionali.
Talvolta alcuni atleti possono ovviare a
delle carenze coordinative con delle eccelse doti condizionali sviluppate
precocemente.
movimento è strutturato in schemi motori di base e schemi posturali. Sono
definiti di base in quanto compaiono per primi, rappresentando il
presupposto per il successivo sviluppo della motricità. Sono dati dal
camminare, lanciare, arrampicarsi ecc. e si collocano nelle tre dimensioni
dello spazio e nel tempo.
Gli schemi posturali possono essere statici o statico-dinamici (se una
parte del corpo resta ferma ed una si muove). Tipici esempi sono flettere,
piegare circondurre ecc.
Entrambi (schemi motori e posturali) si evolvono secondo stadi successivi.
Capacità motorie e fisiche sono presupposti funzionali presenti in ogni
individuo, seppur in misura differente, che gli consentono l’esecuzione di
azioni motorie fisico-sportive. Queste capacità possono essere sviluppate
e migliorate tramite esercizi.
Le capacità motorie sono divise in: condizionali e coordinative. Le prime
rappresentano l’insieme delle caratteristiche biochimiche e morfologiche
che contraddistinguono le potenzialità fisiche di un individuo, i suoi
prerequisiti strutturali (velocità, rapidità, resistenza. Le seconde sono
date dalla capacità di regolare il movimento, e sono pertanto prerequisiti
funzionali che consentono di eseguire un gesto, anche complesso, in
maniera armoniosa e con economia di energie.
Una dote che si pone a metà strada fra le capacità condizionali e
coordinative è la mobilità articolare, definibile come capacità di
eseguire i movimenti in maniera coordinata e con la massima escursione
articolare.
Sulla base di questi requisiti si innestano e si affinano le abilità
motorie, intese come la capacità di automatizzare un gesto atletico anche
complesso.
Per acquisire una qualunque abilità sportiva è necessario migliorare e
sviluppare gli schemi motori di base e posturali, le capacità condizionali
e coordinative dalla cui interazione prendono vita abilità motorie
generali e, attraverso un allenamento specifico, si acquisiscono le
abilità sportive.
L’abilità motoria resta un presupposto indispensabile sul quale sviluppare
le restanti capacità. Non essendo questa innata, ma basata su doti
elementari, sarà indispensabile allenarla e, il tempo richiesto per farlo
sarà in stretta dipendenza con le capacità coordinative possedute. Il
rapporto presente fra queste due fa si che, quanto più è
elevato il livello delle capacità coordinative, tanto più facilmente e
rapidamente si apprendono nuove abilità motorie. Ma, al contempo, quante
più abilità motorie si apprendono, tanto più si sviluppano le capacità
coordinative.
L’aggiustamento e ed il raggiungimento di un’azione motoria è reso
possibile dalla coordinazione senso-muscolare che regola la cooperazione
dei vari gruppi muscolari. La coordinazione è dunque presente in ogni
azione umana che mette in moto più parti del corpo. La coordinazione è
resa possibile dal sistema nervoso, costituito da sistema nervoso centrale
(encefalo e midollo spinale) e dal sistema nervoso periferico. Il midollo
spinale collega i due sistemi attraverso una fittissima rete di nervi
formati a loro volta da neuroni motori e sensoriali. Costituiscono l’unità
funzionale principale di tutto il sistema nervoso, consentendo all’impulso
di partire dal midollo spinale per raggiungere le ramificazioni nervose
presenti nel muscolo consentendogli di contrarsi tramite la liberazione
dell’acetilcolina secreta dalla fibra nervosa.
Allo stesso modo, le informazioni captate dall’ambiente esterno,
raggiungono il sistema nervoso centrale tramite il periferico e gli organi
che ne sono a capo (occhi, orecchie, ecc.), tali informazioni sono
elaborate e, le risposte motorie, sono trasmesse, tramite i nervi, ai
diversi muscoli.
Ovviamente al SNC giungono anche sensazioni provenienti dall’interno del
nostro corpo. Distingueremo dunque le sensazioni in enterocettive o
viscerali, propriocettive, esterocettive. Le prime provengono dagli organi
interni e non intervengono nella realizzazione di movimenti volontari, le
seconde informano sulla variazione di pressione e di tensione provocando
il senso muscolare. Le ultime provengono dal mondo esterno e provocano
reazioni volontarie. Gli esterocettori si dividono in recettori di
contatto (tatto, calore e dolore) e a distanza (vista, udito, olfatto.
Importanti nelle capacità coordinative).
Per sensazione intenderemo il rapporto sensoriale tra soggetto e mondo
circostante, per percezione l’aspetto relativo alla presa di coscienza
psichica da parte del soggetto. Il primo momento della senso-percezione è
costituito dall’attivazione dei recettori che trasformano lo stimolo in
impulso nervoso trasmesso al SNC. Quindi definiremo come analizzatore il
complesso recettore Þ via afferente
Þ
SNC. Gli analizzatori che regolano il controllo della coordinazione sono:
Analizzatore
Cinestetico,
con alta capacità di differenziare gli stimoli, è collegato a tutti gli
altri analizzatori ed è fondamentale nella percezione spazio-temporale del
movimento.
Analizzatore
Statico-dinamico
trasmette posizione del capo e del corpo nello spazio, assieme a quello
cinestetico è detto interno, poiché interne sono le vie attraverso cui
passano le informazioni.
Analizzatore
Visivo
è il più importante ed elabora l’80% delle informazioni, controllando
quello che succede al nostro corpo ed al mondo che lo circonda.
Analizzatore
Uditivo
in grado di fornire informazioni verbali o acustiche (rumore del movimento
dei compagni, rimbalzo della palla ecc.)
Analizzatore
Tattile
riceve ed interpreta tutti gli stimoli agenti sulla cute, o prodotti
dall’azione meccanica.
Gli ultimi tre analizzatori sono detti esterni poiché, le vie attraverso
le quali passano sono a contatto con l’esterno.
I
tipi di movimento che noi distinguiamo sono 3, ognuno dei quali sotto il
controllo di una diversa zona del SNC. Volontario e quindi eseguito sotto
il controllo diretto della volontà; Automatico origina da una serie di
movimenti volontari che lo rendono poi automatizzato, e consente di
effettuare gesti ad alta difficoltà coordinativa; Riflesso è assolutamente
indipendente dalla volontà e si verifica in determinate condizioni.
Durante un’attività sportiva è possibile che questi tre movimenti entrino
in gioco contemporaneamente. |