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Preparazione atletica

Training over

 

Apparati

 

Apparato gastroenterico

Potrebbe sembrare strano che la perdite dei denti possa influire sul regolare funzionamento di questo apparato, ma l’inadeguatezza della masticazione porta ad una grossa difficoltà nell’assorbimento intestinale, rallentando la peristalsi intestinale (quel movimento dell’intestino che permette lo scorrimento di ciò che si trova al suo interno). Questi fattori hanno conseguenze negative sull’assimilazione degli elementi che dovrebbero essere assunti con l’alimentazione, determinando anche forti perdite di peso.

 

Apparato cardiovascolare

Con il trascorrere del tempo l’apparato cardiovascolare va incontro ad una serie di processi che ne diminuiscono la funzionalità:

le fibre muscolari del cuore diminuiscono di numero e di calibro;

le pareti delle coronarie e tutti i vasi arteriosi e venosi tendono ad irrigidirsi.

Questi fenomeni determinano la diminuzione dell’efficienza del sistema cardiovascolare, i sintomi vengono percepiti inizialmente sotto sforzi abbastanza intensi, e con il passare del tempo si manifestano sempre prima.

 

Apparato respiratorio

Alcune alterazioni dell’apparato locomotore, rendono sempre meno efficiente la respirazione. Una conseguenza dell’invecchiamento delle strutture dell’apparato respiratorio è il polmone senile dovuto ad alcuni fattori tra cui: l’aumento della cifosi dorsale e la calcificazione delle cartilagini costali (che riducono la funzionalità della gabbia toracica), l’ipotrofia e la riduzione di forza della muscolatura respiratoria, l’atrofia della mucosa bronchiale, la ridotta elasticità dei bronchi e del parenchima polmonare e la sclerosi dei vasi sanguigni polmonari. A causa degli atti respiratori sempre più incompleti e superficiali, entrerà ed uscirà sempre meno aria dai polmoni, e sempre più aria resterà stagnante priva di ossigeno all’interno del polmone. Oltre a ciò la difficoltà di passaggio dell’ossigeno e dell’anidride carbonica dagli alveoli al sangue e viceversa, riduce ancora di più la concentrazione di ossigeno nel sangue. Una minore concentrazione di ossigeno nel sangue non potrà più garantire un’ottimale rifornimento agli organi preposti al movimento, con conseguente diminuzione di energia per lo svolgimento delle loro funzioni.

 

Apparato locomotore

E’ nell’apparato locomotore che, con il progredire dell’invecchiamento, si evidenziano maggiormente gli aspetti del suo progressivo declino. L’apparato locomotore permette all’uomo di porsi in relazione con il mondo ed ha bisogno di una notevole quantità di energia per il suo funzionamento.

I muscoli garantiscono il movimento e per mantenerli a efficienti nel tempo hanno bisogno di essere tenuti costantemente in esercizio e necessitano di una buona benzina (alimentazione). Alcuni aspetti che si evidenziano nelle fibre muscolari, con il passare degli anni è soprattutto una perdita di forza ed elasticità. La perdita di liquidi dei tendini ne determinano un progressivo irrigidimento.

A livello articolare le cartilagini si assottigliano, i legamenti e le capsule articolari perdono anch’essi l’elasticità di un tempo, riducendo l’escursione articolare. Il pericolo di questi processi degenerativi è la lentezza con cui essi si presentano, senza limitare in modo evidente le attività della vita quotidiana. Ciò fa sì che alla prima occasione nel compiere un movimento “strano” o un movimento “scorretto”, si presentano nel migliore dei casi dolori, ma anche lesioni dei muscoli o traumi di altro genere.

L’osso è un tessuto che per tutta la vita si rinnova grazie alla sostituzione delle cellule che non sono più idonee a sostenere la resistenza meccanica, requisito principale dell’osso. Il processo di rinnovamento, distruzione e ricostruzione, si svolge attraverso l’avvicendamento di singole unità metaboliche in modo da assicurare sempre all’osso le sue caratteristiche di resistenza. La fase di distruzione dell’osso si svolge in un breve lasso di tempo, mentre la ricostruzione ha bisogno di molte settimane. Fino ad una certa età le due fasi riescono ad equilibrarsi abbastanza equamente, successivamente i processi di ricostruzione necessitano di più tempo ancora rispetto a prima, determinando una diminuzione della massa ossea. Questo processo interessa soprattutto lo spessore dell’osso corticale (quello esterno), risparmiando le strutture che danno resistenza all’osso, e non è da confondersi con l’osteoporosi che colpisce le lamelle ossee della spongiosa (lo strato interno) intaccandone la solidità e la resistenza in modo da provocare anche delle fratture in seguito a traumi di lieve entità o movimenti inconsueti, in prevalenza a carico del femore e delle vertebre.

L’osteoporosi può essere determinata da alcuni fattori:

sesso

razza

carattere costituzionale

sistema endocrino

menopausa

invecchiamento

ambiente (scarsa attività fisica)

abitudini alimentare (scarso apporto di calcio)

abitudini di vita (fumo e alcool).

Il sesso femminile è predisposto maggiormente alla osteoporosi per una percentuale di massa ossea minore rispetto all’uomo e per una carenza nella produzione di estrogeni nella menopausa. L’osteoporosi non è inevitabile e può dipendere anche dalla quantità di massa accumulata nell’età matura, naturalmente se questa è scarsa il rischio di osteoporosi aumenta. L’organismo tende ad attingere dalle ossa (che rappresentano un deposito importante di calcio) il calcio di cui necessita se l’apporto alimentare è insufficiente. La massa ossea si accumula soprattutto tra i 20 ed i 30 anni in quantità maggiore per chi pratica attività fisica rispetto a chi è più sedentario.

In conclusione si può affermare che l’attività fisica è fondamentalmente un’alleata dell’osso essendo stata riconosciuta come potente stimolo di costruzione di un’adeguata massa ossea, praticata naturalmente in modo adeguato all’età ed alle caratteristiche del soggetto.

 

 

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Direttore del magazine Leonardo Mazzetti

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